Occhio e penna…
E’ interessante notare come ci fu un tempo in cui la scrittura e la lettura mi erano entrambe estranee, semplicemente giocavo e non mi interessava altro. Iniziai a leggere per caso durante una gita, vidi in edicola un libro della collana fantascientifica dell’ Editrice Nord titolo “Millenium”. Ancora oggi non so bene il motivo per il quale lo acquistai, nè ricordo più quale fosse le gita, fatto sta che iniziai a leggere e scoprii che mi piaceva, che mi potevo perdere in mondi diversi, ritrovarmi e arricchirmi.
Con la scrittura andò differentemente, avevo sempre scribacchiato ma in ambito universitario, mai nel settore della fantasia, fu un gioco a farmi scoprire il piacere della scrittura, un gioco online in cui dovevo interpretare un personaggio (un’elfa, Luthien). Questo personaggio prese a vivere anche in una sorta di diario sul forum della comunità che giocava, lei prese sempre più corpo fino a coinvolgermi mostruosamente nelle sue avventure, fino al punto di quasi commuovermi il giorno in cui ella perse la vita per salvare i suoi compagni da morte certa. Ne coprì la ritirata mentre la roccaforte del Bene cadeva facendosi esplodere e devastando le porte d’ingresso della città in modo da far fuggire alle navi gli amici. Gran giocata vi giuro ma che nervi quando realizzai che Luth era morta definitivamente. Ma questo mi rese ancora più caro il suo ricordo e la gioia di inventare altri personaggi.
Ecco come ho iniziato a leggere e scrivere. Ma perché ho fatto tutto sto gran discorsone? Ma ovvio no! Sono uno di quei patiti del genere fantasy tanto bistrattato che ha iniziato a creare un “suo” mondo e una “sua ambientazione” che spera di trasformare presto o tardi in un libro fatto e finito.
Ed è qui che entra in scena un nuovo attore, Max, conosciuto proprio al tempo di Luthien (era suo acerrimo rivale) che assieme a me ha deciso di intraprendere l’avventura di scrivere a quattro mani un racconto, a partire dall’idea di base, arricchendola e migliorandola. Non sappiamo dove finiremo, ma come spesso si dice non è la meta che conta bensì il viaggio. Qui inizia.

