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	<title>Bloggo ergo SUM!</title>
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	<description>Riavvia ma sopratutto NON LASCIARE LA REGISTRAZIONE LIBERA</description>
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		<title>Fringe</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 23:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Potrei sintetizzare il tutto con SLURP!
Però sarebbe eccessivo, diciamo che mi ha colpito questa serie che ho scoperto per caso dopo un&#8217;esilarante puntata di House (ormai son rare). Serie interessante, ritmo contemporaneo e quindi incalzante, stile contemporaneo e quindi densa di misteri. Pare che il mistero sia la cosa che affascina di più i telespettatori [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrei sintetizzare il tutto con SLURP!</p>
<p>Però sarebbe eccessivo, diciamo che mi ha colpito questa serie che ho scoperto per caso dopo un&#8217;esilarante puntata di House (ormai son rare). Serie interessante, ritmo contemporaneo e quindi incalzante, stile contemporaneo e quindi densa di misteri. Pare che il mistero sia la cosa che affascina di più i telespettatori moderni. E qui ci sarebbe già da discutere di quanto il mistero sia affine al genere fantastico. E di come i nuovi telefilm misterici siano a tal genere assimilabili o di quanto invece non sforino nella superstizione atavica e ineliminabile.</p>
<p>Ma veniamo al serial. Ho appena terminato l&#8217;episodio pilota. Intanto mi ha convinto molto di più il casting rispetto a una serie di cui avevo già parlato e cioè Flash Forward che mi ha rotto dopo poche puntate e oggi mi han detto è stata soppressa. Dicevo del casting perché quello appunto di FF non mi aveva proprio convinto, pessime facce. Assolutamente non attraenti. Qui invece ci siamo: c&#8217;è la bionda tenace e gnokka assieme, c&#8217;è l&#8217;ex amico quel cretino di Dawson che finalmente fa una parte interessante dopo anni di sparizione, c&#8217;è lo scienziato pazzo che non guasta mai e ci sono i cattivi che si vede subito che sono tali. In questo schema il plot di Avatar docet.</p>
<p>L&#8217;episodio ci pone subito davanti a quello che è il nucleo della questione la scienza e il fatto che essa stia sfuggendo (o sia sfuggita di già) al controllo dell&#8217;uomo. La scienza che si sta spingendo al limite (o lo ha di già oltrepassato) con ciò che scienza più non è. I protagonisti sono posti innanzi a eventi pazzeschi, ma anche davanti alla presenza di uno &#8220;schema&#8221; (matrix?). Schema che mi immagino sia da rintracciare e capire (Rambaldi?).</p>
<p>Ora se vi state chiedendo se sia una recensione positiva o negativa, questa, beh la mia risposta è non so. D aun lato mi rendo conto delle somiglianze con altri&#8230; schemi, dall&#8217;altra comprendo che questo genere di prodotto attrae, prova ne sia che dopo 5 ore di viaggio e otto di corso ho tenuto senza fatica l&#8217;attenzione ben desta durante la visione. Ergo spero che non sia una sola tipo FF e attendo martedì prox per avere idee più chiare.</p>
<p>PS: se in queste due settimane mi vedrete più saltuariamente è appunto per i corsi che sto facendo a Milano. Magari domani parliamo dei treni ad alta velocità così vi fate due GRASSe risate <img src='http://www.gianrico.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>PPS: il tipino dalla pelle scura che vedete nella foto non era per caso lo stesso di Eroes?</p>
<p>PPPS: guardate la foto e ditemi chi il cattivo o la cattiva della serie.</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il barone rampante</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 12:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho già ammesso altrove la mia totale ignoranza su Calvino, ignoranza di cui ho sentito il peso da quando in questo luogo ne sento dire un gran bene, come di un grande scrittore del fantastico. Sicché mi sono incuriosito e mi sono detto se forse non era il caso di colmare cotanta lacuna. Ho preso [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho già ammesso altrove la mia totale ignoranza su Calvino, ignoranza di cui ho sentito il peso da quando in <a href="http://www.laramanni.it">questo luogo</a> ne sento dire un gran bene, come di un grande scrittore del fantastico. Sicché mi sono incuriosito e mi sono detto se forse non era il caso di colmare cotanta lacuna. Ho preso due libri di Calvino (chiaramente ho sbagliato l&#8217;acquisto del secondo che avevo già pur senza saperlo). E mi son adoperato per leggere di questo barone rampante.</p>
<p><strong>Tonio Cavilla</strong></p>
<p>No, non è uno dei personaggi del libro edito nel 1957, ma l&#8217;anagramma di Italo Calvino. Ohibò, potreste dirmi e che c&#8217;azzecca? Beh, c&#8217;azzecca perché nel 1965, l&#8217;autore scrisse per le medie un&#8217;edizione con le note e una presentazione del testo da lui stessa composta sotto appunto lo pseudonimo di Tonio Cavilla. È pertanto assai curioso avere un testo diciamo esegetico del racconto scritto dall&#8217;autore medesimo. In questo breve testo, Calvino spiega i punti di vista dai quali la storia è stata scritta. Contestualizza storicamente la vicenda. Ne da la sua interpretazione. Ma chiaramente un libro è sempre molto più di quello che l&#8217;autore aveva in mente e i significati gli sfuggono da tutte le parti e trattenerli entro il limite da egli fissato è pressocché possibile quanto trattenere l&#8217;acqua all&#8217;interno di uno scolapasta.</p>
<p><strong>La storia</strong></p>
<p>È una storia fantastica, ma non ci sono draghi, elfi, astronavi o insetti giganti. Si tratta del racconto di un ragazzino della piccola nobiltà ligure settecentesca che a dodici anni, in seguito a un litigio con il padre, decide di salire sugli alberi e non scendere più. È la storia dell&#8217;impegno di questo ragazzino a tenere fede alla sua decisione. Il racconto delle sue amicizie prima bambinesche, poi giovanili e adulte, quindi anche della vecchiaia. Ma è anche la storia di un amore fortissimo. Possente e impossibile. L&#8217;amore del protagonista Cosimo e Viola. Ma è anche l&#8217;amore per la cultura con tutte le sue contraddizioni. Cosimo trascorrerà tutta la vita sugli alberi osservando gli uomini a terra, ma senza essere da loro isolato, anzi collaborando fattivamente alla vita delle persone. Lo studio lo renderà affamato di vita sociale. Lui che alla fin fine aveva deciso di distaccarsene in modo radicale.</p>
<p>Il racconto non è fatto dal protagonista, bensì da suo fratello Biagio, che ne traccia il resoconto dopo la sua morte.</p>
<p><strong>Gli alberi</strong></p>
<p>È notevole lo scatenarsi della fantasia di Calvino circa la vita sugli alberi di Cosimo, trasforma un fatto di per sé piuttosto folle in un&#8217;esplosione di fantasia. Vi sono così le avventure giovanili del baronetto, la caccia, l&#8217;adattarsi progressivo alla vita sugli alberi, con tutte le problematiche che ne discendono tra cui i propri bisogni fisiologici, il modo per dormire, mangiare eccetera. Gli alberi costituiscono il solo orizzonte entro il quale sia lecito muoversi al protagonista, per sua scelta ovviamente. La descrizione è vivida, come di chi quegli alberi intrecciati tra loro al punto da formare quasi un livello vivibile sopra le nostre teste li abbia veduti davvero. Il modo di scrivere è semplice e complesso al contempo. Il che rende il tutto ancor più credibile.</p>
<p>Ma gli alberi sono anche qualcosa di differente, non sono soltanto alberi. Ce lo racconta lo stesso autore nei panni di Tonio Cavilla:</p>
<blockquote><p><em><strong>È un allegoria del poeta, del suo modo sospeso di essere nel mondo? E, più in particolare, è un&#8217;allegoria del «disimpegno»? Oppure, al contrario, dell&#8217;«impegno»?</strong></em></p></blockquote>
<p>Dunque un&#8217;allegoria, chi scrive è colui che vive sugli alberi, che guarda il mondo da una sorta di eremitaggio attivo e che si impegna attraverso scelte precise a migliorare la vita umana là sotto. Ma vivere sugli alberi, aggiungo io, non è da tutti. Cosimo ha una ricca famiglia alle spalle che lo aiuta. Lo foraggia con cibo e soldi. Scelta dunque non per tutte le tasche quella di vivere sugli alberi.</p>
<p><strong>Illuminismo</strong></p>
<p>Ne è pregno il libro tutto. Non si comprende bene se ironicamente o con devozione ferita di chi ci ha sperato e non ha visto realizzarsi quegli ideali. Ma io credo che sia la seconda. Si percepisce un certo amore per le idee illuministe, una cura per esse, nonostante falliscano tutte la prova dei fatti (e piuttosto miseramente).</p>
<p><strong>Viola</strong></p>
<p>È lei la nota di colore acceso, la fiamma che brucia Cosimo. Sin da ragazzini. Le scene di sesso tra loro mai volgari seppur esplicite nella sostanza, trasmettono la sensualità possibile tra un uomo e una donna. L&#8217;attrazione quasi animalesca, il desiderio continuo. Ma anche le incomprensioni, tali e tante da renderli lontanissimi uno dall&#8217;altra. È la distanza tra pensiero e parola a separarli, distanza tanto maggiore quanto più grande il rispettivo orgoglio. E infatti sono destinati a perdersi, tanto che Cosimo quasi impazzisce e comunque nel racconto dal momento della loro definitiva separazione inizia la fase del declino del Barone. Amore e morte, tanto per cambiare.</p>
<p><strong>Volontarismo</strong></p>
<p>È il nocciolo che muove Cosimo, un uomo mosso dalla pura forza di volontà. Eppure, alla fine, ho avuto l&#8217;impressione di un uomo triste, perché la sola cosa che davvero contava lui l&#8217;aveva perduta, perché pur con tutta la sua sapienza, non aveva discernimento.</p>
<p><strong>Concludendo</strong></p>
<p>L&#8217;approccio con Calvino per me è stato assolutamente positivo, sebbene su moltissime posizioni (dall&#8217;illuminismo al volontarismo) io non sia vicino al suo pensiero. Ciononostante è incredibile come il fantastico si nasconda nelle cose più banali quali possono sembrare le fronde di un albero. Buona lettura.</p>


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		<title>Cercando il Verso</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 12:38:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>No tranquilli, non mi sto dando alla poesia. Oggi ero fuori per trovare delle cartoline per il figlio quello corto, e sono finito come d&#8217;incanto dentro la Feltrinelli e allora mi son detto cerco il libro di Francesco Verso e così assolvo a una promessa fattagli qualche mese fa. In realtà il Verso lo stavo già cercando da qualche giorno, ma nelle librerie qua attorno niente. Così ho provato online e nemmeno Bol ne sa nulla. Sicché passando davanti alla libreria ci ho provato e invece che con Verso sono finito per uscire con Lara e con Tullio (del cui libro <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/12/23/spiare-nello-scaffale-altrui/">qualche settimana addietro</a> s&#8217;era parlato su Lipperatura). Che ve debbo di&#8217;, è il periodo in cui tanti titoli mi girano per la mente. Così quando incappo in loro non riesco a resistere. Per cui aggiungiamo alla lista anche L&#8217;anno dei dodici inverni ed Esbat. Francesco inutile che mi scappi, prima o poi ti becco.</p>
<p>PS: il quaderno che si intravede sullo sfondo è l&#8217;ormai stracolmo quaderno degli appunti di Insecta, con gli ultimi capitoli impostati. Ci siamo quasi. Forse.</p>


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		<title>Lavori in corso</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 15:56:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come potete notare il blog cambia ancora pelle. Personalmente apprezzavo alcune delle caratteristiche del blog precedente, come ad esempio gli stili di testo, tuttavia ho dovuto capitolare davanti alla scarsa usabilità del suddetto o summentovato per dirla alla Pavese. Chiaramente sono un po&#8217; indietro con le foto che debbono essere ritrattate, e quindi vi chiedo [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come potete notare il blog cambia ancora pelle. Personalmente apprezzavo alcune delle caratteristiche del blog precedente, come ad esempio gli stili di testo, tuttavia ho dovuto capitolare davanti alla scarsa usabilità del suddetto o summentovato per dirla alla Pavese. Chiaramente sono un po&#8217; indietro con le foto che debbono essere ritrattate, e quindi vi chiedo un po&#8217; di pazienza, come sempre a pezzo a pezzo tutto andrà al suo giusto posto.</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il danno, la beffa e poi che altro?</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 07:22:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco che mentre la libertà spira dolcemente, viene pure sbeffeggiata dal suo assassino, quel simpatico esecutivo che tiene per il collo il legislativo e scavalca il giudiziario.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco che mentre la libertà spira dolcemente, viene pure sbeffeggiata dal suo assassino, quel simpatico esecutivo che tiene per il collo il legislativo e scavalca il giudiziario. Così dopo aver assolto in primo grado i responsabili delle torture inflitte nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova, ecco che <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/05/news/condanne_a_bolzaneto-2522833/">in secondo grado arriva la condanna</a>, peccato che i reati siano prescritti grazie alla mancanza di una legge sulla tortura. Ennesima dimostrazione che l&#8217;Italia sa solo legiferare in campi in cui di legislazione non v&#8217;è necessità, mentre rimane come paralizzata davanti a necessità vere e importanti. La legge sulla tortura non è un dettaglio e non riguarda solo Bolzaneto, ricordiamo la Diaz, ricordiamo <a href="http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/6267/il-caso-di-stefano-cucchi-morto-per-una-caduta-in-carcere-ecco-le-foto-mostrate-dalla-famiglia.aspx">Stefano Cucchi</a> morto dopo un pestaggio in cella. Ricordiamo che sebbene in molti casi la polizia sia esposta a rischi enormi, in altri cede alla violenza e all&#8217;arbitrio.<br />
Amaro questo risultato, proprio nei giorni in cui esce <em><a href="http://www.anobii.com/books/Quella_notte_alla_Diaz/9788860889294/0169290f9cab3286a3/">Quella notte alla Diaz</a>, </em>ennesimo segno dell&#8217;incapacità di questo Stato di organizzarsi minimamente per tutelare i propri cittadini. Pardon sudditi. Non è molto spesso ormai il confine che ci separa da uno stato come l&#8217;Iran. Ormai li suddito italiano ha solo il diritto di non rompere i coglioni. Se lo fa e un po&#8217; troppa gente lo ascolta diventa un suddito fastidioso e allora lo si può riempire di manganellate.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Escalation</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 23:16:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dice la senatrice Amidala:
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi
gli stessi applausi che hanno accompagnato l&#8217;uscita dall&#8217;aula del senato di un colluso con la mafia calabrese, gli stessi applausi che ha ricevuto oggi il capo del governo italiano Silvio Berlusconi che è riuscito a varare in fretta e furia un provvedimento di legge [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dice la senatrice Amidala:</p>
<blockquote><p>È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi</p></blockquote>
<p>gli stessi applausi che hanno accompagnato l&#8217;uscita dall&#8217;aula del senato di un colluso con la mafia calabrese, gli stessi applausi che ha ricevuto oggi il capo del governo italiano Silvio Berlusconi che è <a href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/decreto-interpretativo-liste-escluse-cdm-governo-guirinale_812b08bc-288f-11df-84c9-00144f02aabe.shtml">riuscito a varare in fretta e furia un provvedimento di legge</a> che consenta alle sue liste escluse per incompentenza degli addetti dalla competizione elettorale di rientrare in gioco.</p>
<p>Siamo dunque in guerra e in guerra non esistono neutrali. Io non desidero vivere in uno stato in cui non sia contemplato il concetto di responsabilità. In cui tutti e sempre possono farla franca anche se hanno sbagliato loro. Siamo davanti a un&#8217;escalation di violenza del potere esecutivo che continua a ignorare le esigenze di un paese che ha bisogno di un certo genere di provvedimenti e si concentra solo sulle sue leggi quelle che lo salvaguardino dal carcere, o che gli consentano di solidificare il proprio potere.</p>
<p>Davanti a questa che altro non è che una dittatura cioè governo di uno che si pare la chiappe da solo contro tutti se è il caso, di fronte a questo sto facendo considerazioni importanti circa la possibilità di tornare a votare &#8220;contro&#8221;. Perché non si può votare &#8220;per&#8221; qualcuno, il problema è che il meno peggio a &#8217;sto punto sta quasi diventando allettante. Quasi.</p>
<p>Segnalo di seguito i blog che trattano la materia in primis quello di <a href="http://www.federicasgaggio.it/2010/03/fascisti-e-il-re-vittorio-emanuele-giorgio">Federica Sgaggio</a>, altri a seguire. Per una volta <a href="http://beppegrillo.it/2010/03/egregio_signor_magni_gentile_signora_varenna/index.html">non posso non essere d&#8217;accordo con Beppe Grillo</a>.</p>


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<li><a href='http://www.gianrico.org/2009/05/26/100' rel='bookmark' title='Permanent Link: 100'>100</a></li>
<li><a href='http://www.gianrico.org/2010/01/23/informazione-legislativa' rel='bookmark' title='Permanent Link: Informazione legislativa'>Informazione legislativa</a></li>
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		<title>Viaggi e pressappochismo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 14:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Settimana pesante passata in Svizzera a chiudere un lavoro, settimana in cui ho avuto poco tempo per leggere e scrivere, ma in cui la vicenda delle elezioni mi ha abbastanza affascinato. Per cui&#8230;
Domanda: se io mi dimentico di pagare una bolletta del telefono e mi becco la mora, è bastarda la Telecom o pirla io? [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Settimana pesante passata in Svizzera a chiudere un lavoro, settimana in cui ho avuto poco tempo per leggere e scrivere, ma in cui la vicenda delle elezioni mi ha abbastanza affascinato. Per cui&#8230;</p>
<p>Domanda: se io mi dimentico di pagare una bolletta del telefono e mi becco la mora, è bastarda la Telecom o pirla io? Se mi scordo di pagare la multa che ho preso perché non avevo fatto la revisione alla macchina, chi è il cretino? Io o il finanziere che mi ha colto in fallo? Qui è questione di leggi. Se una legge sancisce un termine oltre il quale non si possono presentare liste elettorali e io mi presento dopo anche solo un secondo, il deficiente sono io che mi sono presentato dopo o chi ha applicato la legge? io capisco che siamo in Italia paese in cui tutto appare lecito e dove coloro che se ne fanno uno o due baffi della legge pensano di essere migliori di molti altri. Ma qui si sfiora l&#8217;assurdo, no meglio l&#8217;assurdo lo si è ormai reso quotidianità. È come se io mi presentassi a un concorso statale il giorno dopo e pretendessi che gli altri siano tutti squalificati per farmi partecipare. Peggio è come se al diniego della commissione del concorso io inveissi e dicessi che gli altri (quelli che si sono presentati puntuali) sono tutti raccomandati.</p>
<p>Ecco ormai siamo a questo livello. Il concetto di responsabilità è del tutto saltato, vi è soltanto il delirio di onnipotenza di un potere che ormai ritiene di avere la libertà fare esattamente quel che cavolo gli aggrada. Non esiste più alcun limite, soprattutto quello della decenza e del rispetto. E non è un caso che il Potere applauda un senatore accusato di essere stato eletto con i voti della &#8216;Ndrangheta, sì vero c&#8217;è la presunzione d&#8217;innocenza, ma esiste anche una situazione oggettivamente grave in cui questo signore è ampiamente invischiato. Il potere usa la tracotanza e la spocchia per sancire una posizione di forza nei confronti di chi non la pensa come lui. Gli manca un ultimo passo per diventare reale dittatura, la violenza. Fino a quando quel limite non verrà infranto, l&#8217;ultima speranza potrà dirsi ancora viva, superato quello però non vi sarà ritorno.</p>
<p>Ultima considerazione. Coloro i quali oggi gridano al golpe, che accusano la magistratura di aver sabotato le elezioni, di aver agito per minare le basi della democrazia, sono gli stessi che non sono stati capaci di segnarsi sull&#8217;agenda che la presentazione delle liste elettorali chiudeva alla tal ora. Che non si sono portati dietro tutti i documenti necessari. Insomma. Non sanno usare un calendario e vogliono gestire una nazione. Ecco quel che trovo ridicolo. Da queste cose comprendi se hai a che fare con dei professionisti o no. Questi sono una massa di pistola improvvisati esperti, ma tali non sono. Potremmo tagliare trasversalmente tutto l&#8217;arco costituzionale e molti organi dello stato e troveremmo sempre la stessa situazione: pressappochismo.</p>


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		<title>I miserabili &#8211; recensione di Fabrizio Valenza</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 22:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è poco da fare. I Miserabili di Victor Hugo è un romanzo che non mi lascia in pace. Più tento di distaccarmi dal fuoco che arde tra le sue pagine e più sto male. Ci dev&#8217;essere qualche motivo profondo, per questo. E&#8217; quel che mi sono detto più volte, e per tentare di spiegarmi, proverò [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è poco da fare. <strong>I Miserabili </strong>di Victor Hugo è un romanzo che non mi lascia in pace. Più tento di distaccarmi dal fuoco che arde tra le sue pagine e più sto male. Ci dev&#8217;essere qualche motivo profondo, per questo. E&#8217; quel che mi sono detto più volte, e per tentare di spiegarmi, proverò a riflettere su questi motivi, sia in quanto uomo che in quanto scrittore.</p>
<p>1) <strong>L&#8217;aspetto &#8220;storia&#8221;. </strong><em>I Miserabili</em> è solo una storia, un racconto che un uomo di due secoli fa ha desiderato comporre, probabilmente per celebrare qualcosa che egli stesso, nella sua travagliata vita, si trovò ad affrontare personalmente. Non voglio soffermarmi sulle motivazioni che spinsero Hugo a scrivere questo libro, quanto, piuttosto, su ciò che esso mi spinge a considerare, in quanto finzione letteraria.</p>
<p>Il dato fondamentale di un romanzo o di un racconto è la cosiddetta <em>sospensione dell&#8217;incredulità</em>. Tramite l&#8217;abilità stilistica e narrativa dell&#8217;autore, la narrazione porta il lettore a dimenticare lo sforzo della lettura, a scordare che sta leggendo qualcosa di inventato per entrare in una sfera spazio-temporale differente, all&#8217;interno della quale i personaggi e i fatti raccontati sono reali e vivono, esattamente come me e come voi, e possono incontrarsi con il lettore. Il lettore, da parte sua, deve concedere e concedersi questa capacità di sospendere la propria incredulità e lasciarsi trasportare. Così facendo, si realizza l&#8217;incontro tra un uomo o una donna del XXI secolo e il cuore e la mente d&#8217;un uomo del XIX secolo.</p>
<p>Ne <em>I Miserabili </em>la sospensione è raggiunta e confermata in modo sorprendente.<br />
Per fare un solo esempio, attraverso il protagonista fondamentale e assoluto di questa celebre storia, Jean Valjean non assume pagina dopo pagina le fattezze di un uomo possibile solo sulla pagina stampata. Il suo ritratto e le sue decisioni vibrano perché è un uomo vero, vibra come la coscienza dell&#8217;uomo moderno e contemporaneo, sempre più diviso in se stesso, alla ricerca di un orizzonte definitivo.</p>
<p>Chiunque legga le sue vicende le vive come reali, le sente presenti e quotidiane. Valjean è un uomo che soffre per delle ingiustizie, ma è anche uno che le sue ingiustizie se le crea. E&#8217; insieme vittima e carnefice. Vittima della rozzezza di un mondo che fa sempre troppa fatica a capire la fragilità dell&#8217;uomo. Carnefice di se stesso, nel tentativo continuo di trovare un modo per confermare la propria estraneità a un mondo giudicato come malvagio. Tanto che quando arriviamo alla fine del romanzo e vediamo che per lui non c&#8217;è un <em>happy ending</em>, lo sentiamo ancora più vero e più vivo. Quell&#8217;uomo che ha sofferto per una vita intera alla ricerca della giustizia, trovandola solo a sprazzi, quell&#8217;uomo che ha cercato l&#8217;amore, trovandolo solo in certi momenti, quell&#8217;uomo che muore quasi abbandonato&#8230; siamo noi, e ci troviamo a soffrire assieme a lui. Chiunque tra noi vorrebbe raccontarsi la bella storia che vivremo sempre felici e contenti, ben sapendo che non sarà così. Anzi, sappiamo che arriveremo alla fine della vita trovandoci in una situazione che è esattamente quella di Jean Valjean: ci sentiremo soli e abbandonati. Magari non sarà così &#8211; oggettivamente &#8211; ma lo sarà soggettivamente.</p>
<p>La storia dei <em>Miserabili</em> è, innanzitutto, la storia di Jean Valjean e delle sue miserie personali: in poche parole è la storia di ogni essere umano che cerca di essere quel che è. E nel farlo e nello scoprire se stesso, passa buona parte della vita a giudicarsi per ciò che ha scoperto, anziché riuscire ad amarsi.</p>
<p>2) <strong>L&#8217;aspetto &#8220;storico&#8221;</strong>. Ci sono intere sezioni del romanzo dedicate all&#8217;approfondimento di aspetti puramente storici &#8211; come la battaglia di Waterloo &#8211; o architettonici &#8211; come la storia del Picpus. Altre parti sono dedicate alla descrizione della situazione sociale dei cosiddetti &#8220;monelli&#8221;, come Gavroche, o di un unico personaggio. Le prime 70 pagine del romanzo, dedicate unicamente al minuzioso tratteggio del Monsignor di Digne, costituiscono un approccio che nessuno scrittore contemporaneo, a parte forse Umberto Eco, oserebbe adottare.</p>
<p>Un simile approccio sarebbe impossibile in un romanzo dei nostri giorni, perché lo renderebbe illeggibile e impresentabile a livello editoriale. Oggi si pensa che dedicare 70 pagine all&#8217;inizio di un romanzo per la minuziosa descrizione del carattere di un personaggio innalzi solide barriere tra il lettore e la sospensione dell&#8217;incredulità. Ebbene, nel caso di Hugo il risultato è esattamente l&#8217;opposto. Una volta terminato ognuno dei suoi panegirici storico-cultural-socio-filosofici, qualunque esso sia, non veniamo estromessi dal contesto del romanzo, ma ci troviamo nel cuore della vicenda. Con un tuffo diretto nel realismo più puro, sappiamo esattamente cosa sta accadendo. La domanda che, spesso, mi ha accompagnato mentre lo leggevo era: ma questa storia è accaduta sul serio?</p>
<p>La risposta non può che essere una, ovvero che <em>I Miserabili</em> è una storia vera!</p>
<p>3) <strong>L&#8217;aspetto &#8220;cristiano&#8221;</strong>. <em>I Miserabili</em> sfida il lettore sul campo della fede. Non di una fede posticcia, superficiale, per sentito dire o perché così-si-deve. Hugo sfida il lettore a credere che ciò che racconta possa accadere, accompagnandolo con sapienza e umanità nella possibilità di scorgere negli eventi della vita qualcosa di ben superiore. Hugo non vuole dimostrare l&#8217;esistenza di Dio, ma sa bene che la fede è il dato imprescindibile di ogni storia vera. Per questo motivo ci sfida sul campo di quella fede che appartiene a ogni essere umano, credente o no.</p>
<p>Quando Jean Valjean comincia a intravedere qualcosa oltre i fatti meramente e prosaicamente quotidiani, fatti di violenza e malvagità, cominciamo a confrontarci con la sua esperienza di &#8220;ciò che è altro&#8221;. C&#8217;è qualcos&#8217;altro nella vita delle persone, oltre a ciò che tocchiamo con mano, oltre a ciò che possiamo subire o possiamo decidere di fare motivati dal nostro egoismo. Un&#8217;esperienza che è esperienza di tutti, sebbene non riusciamo quasi mai a darne una definizione. Ebbene, <em>I Miserabili</em> narra, attraverso gli occhi di Valjean (e del lettore), il modo in cui tutto ciò che accade assume una luce differente, poco alla volta, sgusciando dalle pieghe della fatica quotidiana.</p>
<p>In questo romanzo siamo chiamati in continuazione a confrontarci con la possibilità che sempre ci sia sempre un modo per vedere &#8220;oltre&#8221;. Valjean lo fa sull&#8217;onda dell&#8217;ispirazione trasmessagli dal Monsignor di Digne: dietro la volontà dell&#8217;uomo può nascondersi una più alta volontà.</p>
<p>Non è una lettura semplicistica della vita e degli eventi, che voglia donare un senso a tutto ciò che viviamo. Hugo fa cadere nel fango i suoi personaggi, perché sa che è attraverso questo fango che c&#8217;è la possibilità di vedere. Qualcuno esiste sul serio e risponde alle nostre aspettative, anche se in modo molto diverso da come noi ci aspettiamo.</p>
<p>Questa è la pura esperienza di Dio; non un Dio che fa quello che diciamo noi, ma un Dio che ci dice, in poche parole: &#8220;se ti va bene è così. Se non ti va bene peggio per te, ma io continuo ad aspettarti&#8221;. E&#8217; un Dio che può fare paura, messo in questi termini: ma ancora una volta è il Dio che esperiamo.<br />
4) <strong>L&#8217;aspetto &#8220;amore&#8221;</strong>. Intendo quello tra Marius e Cosette, scelto tra i molti “amori” di cui si parla nelle centinaia di pagine del romanzo. Marius e Cosette sono gli innamorati perfetti, non quelli che ci presentano molti filmetti rosa, che parlano di sospiri languidi e contrarietà che si risolvono senza particolari conseguenze.</p>
<p>I sospiri d&#8217;amore ne <em>I Miserabili</em> ci sono. E Marius, tra i due innamorati, è quello che sospira di più. Ma sono sospiri reali, è il nostro reale star male e soffrire quando ci sembra che per noi l&#8217;amore non possa esserci, quando abbiamo l&#8217;impressione che noi non siamo degni di essere amati. Chi vorrebbe essere nella situazione di Marius? Si innamora di una ragazza vista per pochi attimi, per settimane non ha il coraggio nemmeno di guardarla negli occhi per la grande disistima che ha in sé. Poi accade che lei scompare e per oltre sei mesi soffre, perché rimpiange di non essersi mosso quando poteva farlo? Risposta certa: nessuno di noi! Eppure, quasi tutti viviamo una cosa del genere.</p>
<p>La beffa maggiore sembra giungere quando, infine, i due innamorati coronano il loro sogno sposandosi. Che accade? Il comportamento di entrambi (ma soprattutto di quel Marius che nelle sue pene d&#8217;amore avevamo sentito tanto vicino e lo avevamo innalzato sul piedistallo dell&#8217;esempio d&#8217;amante, quel Marius aiutato proprio da Valjean, al quale lascia sempre più spazio, ritraendosi) allontanano Valjean, l&#8217;uomo che in mille modi diversi ha fatto loro del bene! Sembra un&#8217;assurdità, ma l&#8217;amore tra Marius e Cosette scalza l&#8217;amore che Valjean ha provato per entrambi, fino a salvar loro la vita in più di un&#8217;occasione.</p>
<p>Questa è una grande ingiustizia, ma è esattamente una delle ingiustizie della vita. <em>I Miserabili</em> non si sofferma a creare amori che non possono esistere, perfetti e lineari, semplici e profondi. Tutto nell&#8217;amore presentato nel romanzo, in tutte le sue accezioni, è difficile e complicato. Come nella storia raccontata da Hugo, noi ci sentiamo sempre a miglia di distanza dal suo raggiungimento.</p>


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		<title>Insecta &#8211; aLVeaRe</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 23:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DoBBiaMo SaLuTaRCi Qui GaBRieLLe
- I miei pensieri saranno con te fino a che la distanza non sarà troppa.
GRaZie SaRai uNa PReSeNZa aMiCa Ma PRoMeTTiMi CHe QuaNDo aRRiVeRà iL MoMeNTo Di BaDaRe aLLa Tua MiSSioNe Lo FaRai aL MaSSiMo DeLLe Tue FoRZe e NoN PeNSeRai a Me.
Era il dialogo che SRRRK aveva atteso fin da quando [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DoBBiaMo SaLuTaRCi Qui GaBRieLLe</p>
<p>- I miei pensieri saranno con te fino a che la distanza non sarà troppa.</p>
<p>GRaZie SaRai uNa PReSeNZa aMiCa Ma PRoMeTTiMi CHe QuaNDo aRRiVeRà iL MoMeNTo Di BaDaRe aLLa Tua MiSSioNe Lo FaRai aL MaSSiMo DeLLe Tue FoRZe e NoN PeNSeRai a Me.</p>
<p>Era il dialogo che SRRRK aveva atteso fin da quando l’ultimo perentorio ordine di AARLL era risuonato nel pianoro antistante ai LuoGHi PRoiBiTi. Al sentirlo lei si era presentata davanti alle sue zampe per essere presa e trasportata da lui.</p>
<p><em>NoN Puoi VeNiRe CoN Me GaBRieLLe Lo Sai</em></p>
<p><em>- No, non lo so, ne abbiamo passate troppe assieme, non posso lasciarti da solo adesso che vai nel covo del tuo nemico.</em></p>
<p><em>Ho uN CoMPiTo Da PoRTaRe a TeRMiNe e NoN PoSSo Né VoGLio FaLLiRe</em></p>
<p><em>- Ti sarò d’aiuto, potrò avvertire la presenza di…</em></p>
<p><em>No</em></p>
<p><em>- SRRRK. &#8211; Lei lo guardò con gli occhi pieni di malinconica tristezza, ma anche carichi di quella ostinata determinazione che ormai lui aveva imparato a conoscere e apprezzare. -  Fino a qualche settimana fa sarei morta di terrore davanti a te, quando ho iniziato a sentire i tuoi pensieri ero sconvolta, mi sembrava di avere a che fare con un mostro. Poi ho cominciato a vedere quello che vedevi tu, l&#8217;orrore aveva assunto una dimensione talmente reale per me che per poco non sono impazzita. Ma poi, siamo usciti da quel tunnel, ti ho combattuto, ti ho affrontato di persona e siamo diventati amici, abbiamo fatto un passo tanto folle quanto ragionevole, ci siamo fidati uno dell’altra. Siamo amici SRRRK, non possiamo separarci adesso, abbiamo fatto troppo assieme.</em></p>
<p><em>è TuTTo VeRo &#8211; le aveva risposto con voce bassa &#8211; eD è PRoPRio PeR QueSTo CHe Tu Mi LaSCeRai aNDaRe La Tua STRaDa è DiVeRSa DaLLa Mia Sei uNa DeLLe PeRSoNe CHe Può PaRLaRe CoN i PuNGiGLiaTI NoN Puoi VeNiR MeNo aL Tuo CoMPiTo</em></p>
<p><em>- Ma io&#8230;</em></p>
<p><em>NieNTe Ma oGNuNo Ha uNa STRaDa EEASS aVRà CuRa e RiSPeTTo Nei Tuoi CoNFRoNTi e Tu aSSoLVeNDo aL Tuo NuoVo RuoLo Mi ReNDeRai FieRo Di eSSeRe Tuo aMiCo</em></p>
<p><em>Quelle ultime parole avevano piegato l&#8217;ostinazione della donna che pur a malincuore era stata prelevata da EEASS, il polistes aveva volato per tutto quel tempo accanto a SRRRK ricevendo da lui ordini precisi su cosa dire ai PuNGiGLiaTi, come presentare la donna e gli umani superstiti, come convincerli ad aiutare il popolo degli aLTRi che si erano rivelati loro. Aveva detto a entrambi loro, di mettere bene in chiaro gli accordi che AARLL aveva preso con gli aLTRi e che erano tutti tenuti al loro rispetto, allo scopo di non disonorare la sua memoria.</em></p>
<p><em>In quelle ore si erano diretti verso nord, salendo di quota e andando incontro al freddo pungente del monte. Presto arrivò la neve e SRRRK avvertì lo stupore di Gabrielle. Era evidente che non aveva mai visto niente del genere, dal loro gruppo principale s&#8217;era presto staccato un gruppetto di polistes che si era rapidamente diretto verso il luogo dell&#8217;incontro con gli aLTRi. Dopo alcuni chilometri era venuto il suo turno e dei suoi due ultimi compagni crabro.</em></p>
<p>La donna lo guardò per un lungo istante, mentre EEASS si era fermato davanti a SRRRK, poi in un sussurro disse:</p>
<p>- Lo prometto. Abbi cura di te e dei tuoi soldati.</p>
<p>Il colosso nero si avvicinò alla vespa che reggeva tra le zampe l&#8217;umana, le antenne le sfiorarono lievemente il capo.</p>
<p>NoN SCoRDaRe Mai CHi Sei GaBRieLLe io NoN Lo FaRei Mai aDDio</p>
<p>E così dicendo, lui e i due crabro, di scorta uno alla destra e uno alla sinistra, voltarono verso nord, avrebbero volato in direzione del fiume e poi avrebbero girato di nuovo verso l&#8217;aLVeaRe o ciò che ne restava. Le formiche non badavano più a loro, evidentemente erano impegnate a trattenere la marea del MaLe fuoriuscito dai LuoGHi. SRRRK non avrebbe mai dimenticato quella scena: era stato uno degli ultimi a decollare e lasciarsi quel luogo maledetto alle spalle. Aveva veduto con chiarezza i ragni erompere all&#8217;esterno con una violenza spaventosa, persino per un soldato come lui. In quel momento lo scudo aveva cessato di funzionare e lui si era allontanato osservando l&#8217;attimo in cui erano usciti alla luce: ebbero un attimo di sgomento, che aveva dato alle formiche la possibilità di attaccare per prime, senza minimamente porsi il problema della pericolosità del nemico. Quanto erano simili! Lui si era voltato e le immagini erano state immediatamente sostituite dai suoni dello scontro. Alcune mirmecia si erano messe alle loro calcagna, ma quando il primo gruppo diretto a incontrare gli aLTRi li aveva lasciati loro l&#8217;avevano seguito. Adesso volavano molto alti, il giorno stava ormai volgendo alla fine e non sarebbero riusciti ad arrivare in tempo a casa.</p>
<p>SRRRK era riluttante a fermarsi, intanto per la presenza del nemico ovunque attorno a loro, in secondo luogo per il pressante desiderio di capire cosa fosse successo alle altre RaZZe. Ma ormai il giorno stava volgendo al termine, presto non avrebbero veduto più a sufficienza e avrebbero rischiato di fallire la loro missione. SRRRK dovette pur controvoglia decidersi alla sosta. Scendere in mezzo alla boscaglia era fuori discussione. Non aveva la benché minima idea di come stesse andando lo scontro e non era certo intenzionato ad andare a controllare. Serviva un punto sicuro. E per fortuna il fiume sotto di lui ne offriva molti: isolotti più o meno grossi, che permettevano loro di porsi al contempo al riparo da ragni e formiche e di riposare fino allo spuntare del sole. Non ne voleva uno troppo grosso, quelli avevano ancora le vecchie strade intatte, quindi con i ponti intatti erano raggiungibili. Ne serviva uno piccolo a sufficienza da non aver più collegamenti con la terraferma. Vi era più a valle un isolotto, lungo poco più di quattrocento metri, circondato da piccole spiagge e con una lieve boscaglia. Nessun ponte lo univa alla terraferma e non distava molto dalla loro posizione. Avrebbero potuto dormire e ripartire l&#8217;indomani. L&#8217;ultimo tratto del loro cammino l&#8217;avrebbero fatto con le forze fresche.</p>
<p>In quel modo sarebbero giunti all&#8217;ansa del fiume che costeggia la parte centrale dell&#8217;aLVeaRe, dove era sorto l&#8217;ormai perduto CoNSiGLio DeLLe RaZZe. Un antico palazzo umano che gli insetti avevano del tutto ricolonizzato, come del resto tutta quell&#8217;antica città. La zona era particolarmente gradevole in quanto posta tra il fiume e alcuni declivi non troppo accentuati alle sue spalle, in direzione del mare, ad ovest. Raggiunsero l&#8217;isola quando ormai la loro capacità visiva era al limite. Aveva la forma di un seme, con la punta che sembrava indicare l&#8217;aLVeaRe. La sponda sud era un alto costone di circa seicento metri di altezza, difficilmente avrebbero attaccato di lì, troppo in vista, troppo ripido, avrebbero avuto tutto il tempo di alzarsi in volo e scappare. Invece, la costa settentrionale a destra era caratterizzata a da un declivio decisamente più morbido, quasi invitante. Ma eventuali attaccanti sarebbero stati, anche lì, decisamente bene in vista. Unico svantaggio tattico era il non sapere assolutamente niente dello scontro in atto tra ragni e formiche. Sarebbe stato interessante vederli scannarsi a vicenda, magari eliminarsi facendo un favore al mondo. Dannate mirmecia.</p>
<p>Si disposero per la notte alla maniera dei crabro, niente turni, ognuno un lato dell&#8217;isolotto. Non v&#8217;era altro rumore che lo scorrere del fiume e delle cascate poco lontane. Solo e unicamente acqua scrosciante, quasi a dilavare quei giorni tanto sconvolgenti. Era tutto diverso, troppo diverso temeva a volte. Sarebbe riuscito a stare appresso agli eventi? Lui un vecchio soldato? E come riuscirci? Come portare via quanti più insetti possibile dall&#8217;aLVeaRe?</p>
<p>-<em> Ce la farai SRRRK ne sono certa.</em></p>
<p><em>GaBRieLLe</em></p>
<p><em>- Sì, riesco ancora a sentirti vecchio soldato.</em></p>
<p><em>CoMe Va Da Voi TuTTo BeNe</em></p>
<p><em>- Siamo fermi sulla montagna, domani partiremo verso nord, fa un freddo tremendo qui, stiamo cercando di coprirci come meglio possiamo, ma non è affatto semplice, per questa notte siamo stati costretti a stare tutti in gruppo, umani e PuNGiGLiaTi che dormono assieme per riscaldarsi. </em></p>
<p><em>Fa uN CeRTo eFFeTTo a SeNTiRLo iN VeRiTà</em></p>
<p><em>- Lo fa ancora di più a vederlo, se ti concentri puoi vedere attraverso i miei occhi.</em></p>
<p>La comunicazione da parte dell&#8217;umana era arrivata inattesa, parecchie miglia li separavano, ma in effetti lei era stata in grado di avvertire la sua presenza e i suoi pensieri a distanze molto superiori, quindi quella vicinanza fu decisamente gradita. Suppose che SNNNZ uno dei suoi crabri di scorta fosse in contatto a sua volta con l&#8217;altro psi umano superstite. A poco a poco la scena che gli si presentava alla vista iniziò a cambiare. Si trovava al coperto entro le rovine di un antico rifugio umano, ricordò di averlo veduto in volo alcune volte in passato, era sul versante sud del monte, i fuggitivi avrebbero dovuto girare attorno alla montagna l&#8217;indomani non sarebbe stato un volo facile. In più c&#8217;era il problema del cibo, sia gli uni che gli altri dovevano mangiare, quindi avrebbero dovuto cacciare assieme, ma come avrebbero fatto era difficile a dirsi.</p>
<p>- <em>Ehi, generale, goditi la vista e non farti prendere dall&#8217;angoscia, EEASS pare avere tutto sotto controllo e il tuo amico Jorum gli da una mano, pensa sta cercando persino di imparare a parlare la vostra lingua.</em></p>
<p><em>Ho SeMPRe PeNSaTo CHe QueL SoLoQuaTTRoZaMPe FoSSe SPeCiaLe</em></p>
<p><em>- Lo pensava pure Rachel e a quanto ho scoperto non era facile che lei desse tutta questa fiducia.</em></p>
<p>Se non altro erano al coperto e al sicuro dal MaLe.</p>
<p>-<em> Adesso cerca di riposare, scusami se ti ho disturbato, ma&#8230; insomma&#8230; &#8211; </em>gli parve quasi vederla cambiare colore come accadeva ai SoLoQuaTTRoZaMPe quando erano imbarazzati.</p>
<p><em>Sì VaLe aNCHe PeR Me</em></p>
<p>Il contatto s&#8217;interruppe come era arrivato. Alle volte ancora mancavano le parole per esprimere emozioni acerbe, verdi. Ma quel breve colloquio e il saperli al sicuro l&#8217;aveva confortato, avrebbe riposato con un pensiero in meno e di quei tempi non era male. Lanciò un ultimo sguardo verso ovest, seguendo la corrente del fiume rischiarata dalla luna. L&#8217;indomani avrebbero proseguito in quella direzione a bassa quota, mentre uno di loro avrebbe pattugliato dall&#8217;alto la situazione. Era la loro tecnica di volo che univa l&#8217;efficenza del volo radente del quale erano grandi esperti, alla sorveglianza della zona senza la quale sarebbero stati esposti a più pericoli, solo che di solito il gruppo era ben più fornito. In tre sarebbe stato tutto più difficile e ogni singolo intoppo avrebbe rappresentato un pericolo. SRRRK si distese finalmente per riposare, scivolando quasi inavvertitamente nel sonno dal quale lo ridestò il primo annunciarsi del nuovo giorno. Un cenno con le antenne e uno dei suoi era in volo a controllare la situazione.</p>
<p>Fu in pochi istanti che tutto precipitò. Accaddero assieme due fatti. SRRRK vide il suo compagno alto in cielo contorcersi come in preda a tremendi dolori, quindi avvertì immediatamente la presenza protettiva di Gabrielle intorno alla sua mente e quella di Sam Altman attorno a quella di SNNNZ. Mentre lui si sollevava in volo, incrociando ad alcuni metri da terra il primo calabrone morente che precipitava, vide il verde dei boschi attorno all&#8217;isola scomparire, in luogo del bianco.</p>
<p>DaNNaZioNe Si SoNo MoSSi CoN iL Buio</p>
<p>CoSì PaRe GeNeRaLe e Se NoN FoSSe STaTo PeR GLi PSi SaReMMo MoRTi PuRe Noi</p>
<p>- <em>Fate estrema attenzione</em> &#8211; disse Gabrielle &#8211; <em>ho avvertito nel tuo compagno morente una specie di retro coscienza come quella di&#8230;</em></p>
<p><em>BeC</em></p>
<p>- <em>Esattamente, questi stronzi si adattano a una velocità difficile da immaginare</em>.</p>
<p>SiaMo aL SiCuRo DiCe SaM</p>
<p>Sì &#8211; confermò SRRRK continuando a fissare incredulo la massa di bianco che avanzava, le due sponde erano invase da un numero incalcolabile di ragni. &#8211; NeMMeNo Le PoSSeNTi MiRMeCia HaNNo PoTuTo NuLLa CoNTRo Di LoRo</p>
<p>- <em>Non è il momento di perdersi in riflessioni SRRRK filate via di lì vi proteggeremo io e Sam muovetevi</em>.</p>
<p>Non se lo fecero ripetere due volte e si misero a volare a pelo d&#8217;acqua in direzione dell&#8217;aLVeaRe alla massima velocità possibile.</p>
<p>NoN aBBiaMo MoLTo TeMPo DoBBiaMo CaPiRe QuaNTo SoNo aVaNZaTi Di NoTTe</p>
<p>Il secondo crabro prese rapidamente quota per controllare la situazione. SRRRK frattanto cercava di spingere con quanta più potenza aveva nel corpo per arrivare rapidamente in mezzo all&#8217;aLVeaRe. Dopo pochi minuti l&#8217;altro calabrone gli si affiancò calando dall&#8217;alto, per un secondo ebbe paura che lo avessero preso, ma l&#8217;altro parlò immediatamente a smentire il timore del generale.</p>
<p>SoNo a PoCHi CHiLoMeTRi e Si MuoVoNo MoLTo LeNTaMeNTe iN DiReZioNe DeLL&#8217;aLVeaRe Ma</p>
<p>Ma</p>
<p>NoN SaPRei SiGNoRe Le MiRMeCia NoN SoNo STaTe STeRMiNaTe</p>
<p>CHe iNTeNDi SoLDaTo</p>
<p>CaMMiNaNo CoL MaLe QuaSi Lo GuiDaSSeRo a CaSa</p>
<p>PeR TuTTi i PiuDueZaMPe SiGNiFiCa CHe</p>
<p>HaNNo PReSo PoSSeSSo DeLLe MiRMeCia e Le uSaNO</p>
<p><em>GaBRieLLe aVViSa EEASS Di QueSTa PRoBaBiLe NuoVa MiNaCCia SPeRaVaMo Si eLiMiNaSSeRo a ViCeNDa e iNVeCe Ce Li RiTRoViaMo aLLeaTi</em></p>
<p><em>- Lo sto già facendo SRRRK, voi due muovetevi a fare quel che dovete e tornate indietro alla svelta</em></p>
<p><em>Ci PRoViaMo STiaMo VoLaNDo aL MaSSiMo DeLLa VeLoCiTà Voi DoVe SieTe?</em></p>
<p><em>- Ci siamo alzati in volo da poco, abbiamo iniziato a girare attorno alla montagna poi punteremo verso lo Stelen, ma appena Sam e io abbiamo avvertito le loro coscienze siamo scattati, ad EEASS è quasi preso un colpo per il mio scatto.</em></p>
<p>Il dialogo proseguì, mentre l&#8217;acqua del fiume scorreva placida sotto le cinque zampe penzolanti del grosso calabrone. Il suo compagno continuava volare alto per controllare i movimenti dei ragni. Gabrielle informava SRRRK del suo viaggio con il gruppo dei fuggiaschi e lui ascoltava avidamente quella voce lontana per vincere la tremenda solitudine di quel luogo un tempo pieno di vita. Dopo alcuni chilometri, però, SNNNZ planò rapidamente.</p>
<p>uN PoSTo Di VeDeTTa GeNeRaLe a CiRCa CiNQue CHiLoMeTRi Da Noi C&#8217;è DeL MoViMeNTo Ma NoN CaPiSCo CoSa SiaNo</p>
<p>FoRMaZioNe SeRRaTa PRoNTo aL CoMBaTTiMeNTo</p>
<p><em>- Che succede?</em></p>
<p><em>QuaLCuNo Ci DeVe aVeR aVViSTaTi DaL VeCCHio PuNTo Di oSSeRVaZioNe DeL FiuMe Lo Si uSaVa aNNi aDDieTRo PeR aVViSTaRVi QuaLoRa Vi FoSTe aVViCiNaTi TRoPPo Ma Poi VeNNe aBBaNDoNaTo PeRCHè iNuTiLe</em></p>
<p>GeNeRaLe aRRiVaNo</p>
<p>VeDiaMo Di RiCeVeRLi Da CRaBRo SoLDaTo</p>
<p>I due calabroni si diressero come due furie verso il gruppo di insetti che incoscientemente si era posto sulla loro strada. Pronti ormai a ingaggiare battaglia al minimo segno di ostilità. Pian piano che si avvicinavano iniziarono a distinguere ti tratti caratteristici di chi gli stava andando loro incontro. Mantidi.</p>
<p><em>GaBRieLLe</em></p>
<p><em>- Sì, li vedo.</em></p>
<p><em>RieSCi a&#8230;</em></p>
<p><em>- Ci provo SRRRK dammi qualche secondo.</em></p>
<p>TRa TReNTa SeCoNDi aL MaSSiMo SaReMo a DiSTaNZa Di CoMBaTTiMeNTo</p>
<p>SRRRK iniziò un silenzioso conto alla rovescia</p>
<p><em>VeNToTTo</em></p>
<p>GeNeRaLe CHe FaCCiaMo Se GLi PSi NoN FoRNiSCoNo iNFoRMaZioNi</p>
<p>Lo Sai BeNe SNNNZ</p>
<p><em>VeNTiCiNQue</em></p>
<p>SoNo CiRCa uNa DoZZiNa</p>
<p><em>VeNTi</em></p>
<p>SBaGLio o Ci SoNo aNCHe DeGLi iNDiViDui MoLTo GioVaNi</p>
<p><em>DiCiaSSeTTe</em></p>
<p>è PRoPRio CoSì SiGNoRe</p>
<p><em>QuiNDiCi</em></p>
<p>è STRaNo Le MaNTiDi SoNo MoLTo PRoTeTTiVe NoN eSPoNGoNo Mai La PRoLe a PeRiCoLi</p>
<p><em>TReDiCi</em></p>
<p>FuoRi iL PuNGiGLioNe</p>
<p><em>NoVe</em></p>
<p><em>- Sono a posto SRRRK ritrai il pungiglione, non sono infetti dalle retro coscienze.</em></p>
<p><em>GRaZie SaReBBe STaTa uNa STRaGe Ma ReSTo iN GuaRDia MeGLio eSSeRe PRuDeNTi Voi aVeTe aVuTo PRoBLeMi NeL VoLo</em></p>
<p><em>- Per ora tutto tranquillo.</em></p>
<p>I due gruppi si fermarono a pochi metri uno dall&#8217;altro. Anche le mantidi, nonostante fossero male in arnese, mostravano un atteggiamento battagliero, rimasero attorno al loro capo. SRRRK non aveva la più pallida idea di chi potesse essere, un perfetto sconosciuto.</p>
<p>Mi CHiaMo SRRRK SoNo iL CoMaNDaNTe DeLLe FoRZe PuNGiGLiaTe CHI SieTe</p>
<p>i l m i o  n o m e è NNNiS e s o n o a c a p o d i q u e s t o g r u p p o d i s c a m p a t i  s e s i e t e q u i c o n in t e n z i o n i o s t i l i s a p p i a t e c h e l o t t e r e m o f i n o a l l a m o r t e</p>
<p>PRoVeNiaMo Dai LuoGHi DoVe iL MaLe è STaTo LiBeRaTo e aDeSSo STa PioMBaNDo SuLL&#8217;aLVeaRe SiaMo VeNuTi PeR pORTaR Via GLi SCaMPaTi</p>
<p>l i a b b i a m o v e d u t i a r r i v a r e e s i a m o f u g g i t i d a l r i p a r o</p>
<p>DoBBiaMo PoRTaR Via TuTTi QueLLi CHe TRoViaMo</p>
<p>n o n c &#8216; è n e s s u n o o l t r e a  n o i s o n o t u t t i m o r t i</p>
<p>MuR Ha STeRMiNaTo TuTTi QuiNDi</p>
<p>n o h a f a t t o d i p e g g i o l a n o t t e d e l l &#8216; a t t a c c o v e d e m m o i p u n g i g l i a t i a l z a r s i i n v o l o m a n o n c a p i m m o i l v e r o m o t i v o</p>
<p>SoSPeTTaVaMo uN aTTaCCo DeLLe LoCuSTe e iL PoPoLo VeNNe PoRTaTo iN SaLVo</p>
<p>l e m i r m e c i a h a n n o u c c i s o o g n i s i n g o l o e s s e r e v i v e n t e c o n c u i a b b i a n o a v u t o a c h e f a r e</p>
<p><em>- SRRRK stanno arrivando toglietevi da lì o nessuno proteggerà le mantidi</em></p>
<p><em>Sì Ma DoVe aNDiaMo</em></p>
<p><em>- Non ne ho idea ma avete sì e no due minuti prima che ragni e formiche sbuchino dal crinale, si stanno muovendo lentamente per via della luce, ma avanzano comunque li sento.</em></p>
<p>DoBBiaMo aNDaRe Via Di Qui TRa PoCo iL MaLe SaRà iN ViSTa e Voi iN PeRiCoLo MoRTaLe</p>
<p>m a s i a m o i n v o l o c h e p e r i c o l o c o r r i s m o i l m a l e n o n v o l a</p>
<p>No Ma PeNSa e iL Suo PeNSieRo uCCiDe o Ci SPoSTiaMo o MoRReTe TuTTi</p>
<p>e v o i n o</p>
<p>e uNa SPieGaZioNe TRoPPo LuNGa o Vi FiDaTe o aDDio</p>
<p>v e r r e m o  - disse un&#8217;altra voce, era una giovane mantide femmina decisamente impaurita.</p>
<p>GeNeRaLe a NoRD NoN Ci SoNo RiFuGi FiNo aLLa ZoNa PReMoNTaNa NoN è DiSTaNTe Ma Ci FaReBBe PeRDeRe TeMPo</p>
<p>SNNNZ Ci SePaRiaMo Li CoNDuRRai al MoNTe io PRoSeGuo La MiSSioNe</p>
<p><em>- SRRRk non essere folle, ha detto che sono tutti morti</em></p>
<p><em>GaBRieLLe SoNo Dei PoVeRaCCi SPaVeNTaTi NoN PoSSoNo aVeRe uNa ViSioNe CoMPLeSSiVa DeLL&#8217;aLVeaRe La Cui VaSTiTà NeMMeNo Ti iMMaGiNi Mi SPoSTo CoN LoRo QuaLCHe CHiLoMeTRO a NoRD Poi RiPReNDo VeRSO iL CuoRe DeLL&#8217;aLVeaRe</em></p>
<p><em>- Ma..</em></p>
<p><em>NieNTe Ma</em></p>
<p>SPoSTiaMoCi uN Po&#8217;  a NoRD FuoRi DeLLa LoRo PoRTaTa NNNiS Mi RaCCoNTeRai MeNTRe VoLiaMo e Lo FaRai iN FReTTa</p>
<p>Non era una storia particolarmente avventurosa, erano un piccolo gruppo scampato al massacro generale per pura casualità, avevano trovato riparo in un luogo del tutto fuori uso e che evidentemente le formiche avevano controllato solo superficialmente, non scendendo all&#8217;interno dove vi erano alcune grotte. Il gruppo era allo stremo ed era evidente che facevano conto sui due pungigliati per trovare salvezza.</p>
<p>So QuaNTo Mi SeRVe SNNNZ Hai i Tuoi oRDiNi aDeSSo ToGLieTeVi VeLoCeMeNTe Da Qui</p>
<p>GeNeRaLe CoL VoSTRo PeR&#8230;</p>
<p>PeRMeSSo NeGaTo PoRTaLi iN SaLVo</p>
<p>Ci RiVeDReMo Ne SoNo CeRTo</p>
<p>SRRRK si limitò a un gesto secco.</p>
<p>g r a z i e g e n e r a l e v i s i a m o r i c o s c e n t i</p>
<p>NNNiS SieTe i SoLi DeLLa Tua RaZZa a uSCiRe Da QueSTa FoLLia aPPeNa SaReTe SuL MoNTe STeLeN DoVReTe RiCoSTiTuiRe iL CoNSiGLio DeLLe RaZZe Ma uNa NuoVa RaZZa DoVRà FaRNe PaRTe QueLLa uMaNa Dai QueSTi oRDiNi Da PaRTe Di SRRRK a CHi CoMaNDa SuLLo STeLeN</p>
<p>Detto questo il crabro si voltò bruscamente impedendo qualsivoglia replica e ogni forma di addii cerimoniosi, per i quali aveva una certa avversione, non essendo mai stato un fine diplomatico. Volò rapidissimo verso il palazzo del Consiglio. Ma temeva di avere perduto troppo tempo, quanto erano avanzati ragni? Oltrepassò il fiume e sotto di lui iniziò a scorrere il paesaggio devastato di quella che un tempo era stata la sua casa. I segni della lotta erano evidenti, in ogni luogo celle devastate, cadaveri a milioni. Il fumo acre ancora si levava dai cumuli di cadaveri dati alle fiamme, fatto questo assai strano. Quanti giorni erano passati dall&#8217;attacco? Pochi eppure tutto quello che era stato il suo mondo improvvisamente perse ogni vincolo con ciò che vedeva sotto di sé. La verità, quella vera, era che ormai tutto era perduto. SRRRK si trovò suo malgrado a fare conti: AARLL era morta, il Male liberato, le mirmecia che prima avevano devastato il suo mondo, ora erano state con tutta probabilità rese schiave da un padrone ben più temibile i cui piani erano fuori della portata di chiunque, così come i suoi poteri. Cosa voleva il Male? Il Male vuole la distruzione, così gli era stato insegnato, eppure non aveva distrutto le formiche, non fisicamente. Le aveva annichilite. Annullate. Già le mirmecia non rappresentavano l&#8217;apice dell&#8217;intelligenza tra gli insetti, ma adesso erano l&#8217;ultimo gradino. Il problema era che quello pareva il destino che il Male voleva riservare a chiunque. Le retro coscienze erano la grande minaccia che tutti coloro che entravano in contatto con un ragno correvano. Rebecca era stata salvata per puro caso. E solo grazie al sacrificio di uno degli psi umani.</p>
<p><em>- Non ricordarmelo SRRRK ti prego.</em></p>
<p><em>SCuSa NoN eRa Mia iNTeNZioNe</em></p>
<p>E quel loro contatto telepatico costante? Non era in fondo un perdersi uno nell&#8217;altra? Per la miseria qual era la differenza tra loro due e i ragni? Avevano passato così tanto di quel tempo a indagare l&#8217;animo uno dell&#8217;altra da arrivare a confondere i propri pensieri. Dove finiva adesso SRRRK e dove iniziava Gabrielle?</p>
<p><em>- Nel fatto che il nostro è un dialogo SRRRK, una scelta e&#8230;</em></p>
<p><em>SCeLTa io NoN Ho SCeLTo NieNTe NoN aLL&#8217;iNiZio aLMeNo</em></p>
<p><em>- No all&#8217;inizio nemmeno io potei scegliere, i tuoi pensieri mi giungevano all&#8217;improvviso facendomi stare male, quando poi giunsero le immagini fu pure peggio.</em></p>
<p><em>QuiNDi NoN è La LiBeRTà a DiSTiNGueRCi Da LoRo</em></p>
<p>Gabrielle tacque riflettendo, SRRRK tornò a concentrarsi sullo spettacolo terribile che scorreva sotto di lui. Avvertì che anche l&#8217;umana era allibita. Non aveva mai veduto niente del genere, avvertiva il suo sgomento davanti all&#8217;immensità di quel luogo e al fatto che fosse all&#8217;aperto. Poteva sentire come suo il panico di Gabrielle davanti a un simile spazio. Il suo desiderio delle confortevoli pareti di una caverna, che lui invece trovava a dir poco repellenti. Un tempo quel posto era stato bello e fiorente, ma quel tempo lui non lo aveva conosciuto, era nato che l&#8217;aLVeaRe era già in piena crisi demografica. Troppe bocche da sfamare e troppo poco cibo. S&#8217;erano nutriti di ogni cosa. Tutto, ma mai un altro insetto, mai, fino alla rottura della TReGua, un insetto ne aveva ucciso un altro, né tanto meno se n&#8217;era cibato. Notò come l&#8217;architettura dell&#8217;aLVeaRe avesse colpito la donna. Le antiche strutture umane erano a poco a poco state inglobate in quelle tipiche degli insetti. Bava, che variava colore e tipo a seconda delle zone, s&#8217;era solidificata e stratificata per secoli, divenendo estremamente resistente.  Ma alcune zone avevano architetture differenti, ogni razza aveva le sue tradizioni e le sue preferenze. La zona collinare in cui era disponibile la terra era stata scelta dalle mantidi per la loro residenza. Si trovava dietro il palazzo verso cui stava volando. Ma in genere spiccava lo stile dei PuNGiGLiaTi. La cera prodotta era resistentissima, altamente modificabile e consentiva di costruire guglie svettanti e sinuose per le quali crabri, vespe e api erano famigerate, specie per i ponti che le congiungevano. Eppure non aveva retto l&#8217;urto della follia delle formiche. Tutti i ponti erano crollati la seta che spesso li adornava bruciata con i corpi dei bachi, restavano solo le strutture originarie umane semi distrutte. Muri sbreccati. Tetti sfondati. Una domanda martellava incessante nella testa di SRRRK, <em>Perché?</em> Che senso aveva dare la scalata all&#8217;aLVeaRe se lo scopo era distruggerlo. Non riusciva assolutamente a comprendere il motivo. Erano morti in miliardi e di sotto non si vedeva nulla di vivo, dove erano le formiche? <em>Perché? </em>Una sola persona avrebbe potuto dare una risposta, ma per averla SRRRK avrebbe dovuto rischiare una volta di più la propria vita.</p>
<p>- <em>Non fare follie</em>. &#8211; Gemette Gabrielle.</p>
<p><em>NoN PoSSo ViVeRe SeNZa SaPeRe iL MoTiVo Di TaNTa CRuDeLe DeTeRMiNaZioNe</em></p>
<p>L&#8217;ansa del fiume si profilava davanti a lui adesso. Il PaLaZZo DeL CoNSiGLio era situato a pochi chilometri, ancora fumante, ma intatto. Almeno a grandi linee. Era difficile per SRRRK riconoscerlo come il luogo in cui le razze di insetti s&#8217;erano riunite per secoli per governare l&#8217;immensa nazione. Il fuoco. Come avevano fatto? Dove avevano preso il fuoco? Avevano bruciato tutto. Le strutture erano resistenti, ma il fuoco era sempre stato il loro punto debole, più volte nel corso del tempo, in seguito a eventi naturali come fulmini, erano stati costretti a ricostruire in parte la loro casa. Ma di quella casa non rimaneva che uno scheletro annerito. Dunque quelle erano le case umane. Erano orrende. Avvertì il disappunto di Gabrielle che invece le trovava interessanti.</p>
<p><em>- Come vedi non siamo la stessa cosa a me non attira vivere nella cera.</em></p>
<p><em>NoN Ne SoNo aFFaTTo CoNViNTo Ma Ne RiPaRLeReMo aDeSSo aTTeRRo SuL TeTTo DeL CoNSiGLio Hai NoTiZie Di SNNNZ</em></p>
<p><em>- Sì, si sta dirigendo verso la montagna probabilmente Samuel lo condurrà tra di noi in breve.</em></p>
<p><em>oTTiMo SeGuiMi e STa aLL&#8217;eRTa</em></p>
<p><em>- Contaci.</em></p>
<p>Il tetto era sgombro da cadaveri sebbene le macerie fossero innumerevoli. SRRRK toccò pesantemente terra, con i sensi in costante allarme per eventuali pericoli. Non fece a tempo a orientarsi che una voce lo chiamò.</p>
<p>Un vErO pIAcErE rIvEdErtI gEnErAlE srrrk. &#8211; La voce untuosa e gracchiante era inconfondibile anche se la si fosse udita una sola volta. Come quelle esperienze che non avresti affatto voglia di fare, ma alle quali non potete sottrarvi, ecco conoscere MUR delle formiche era la medesima cosa. Non piaceva a nessuno. Ma tra il suo popolo era rispettato e amato. Peccato fosse un pazzo.</p>
<p><em>GaBRieLLe</em></p>
<p><em>- Dammi qualche attimo&#8230;</em></p>
<p>vEdO nEI tUOI Occhi lA dOmAndA &#8211; SRRRK rimase in silenzio &#8211; sI tE lA lEggO chIArAmEntE pErchÈ dIstrUggErE tUttO E nOn gOvErnArlO dEvI sApErE gEnErAlE chE pEr lUnghI AnnI cOn AngOscIA qUEstA mEdEsImA dOmAndA È stAtA UnA prEsEnzA cOstAntE</p>
<p>Poi iMMaGiNo Tu aBBia aVuTo uNa SoRTa Di iLLuMiNaZioNe</p>
<p>prEssAppOcO gEnErAlE gIUnsE Un mOmEntO In cUI Il pOpOlO mOrIvA dI fAmE mA nOn pOtEvA EssErE lIbErAtO dAllE cAtEnE dEllA trEgUA mAlEdEttA pErtAntO vEnnE l&#8217;OrA dI rIfOrmArE lA nOstrA AntIcA glOrIA</p>
<p>Ma PeRCHé uCCiDeRe TuTTi</p>
<p>tI fAcEvO pIU&#8217; IntEllIgEntE gEnErAlE lA glOrIA pOtEvA AttEndErE lA fAmE nO - Adesso tutto era chiaro, distruggere l&#8217;equilibrio secolare per MUR avrebbe significato l&#8217;accesso a un numero enorme di corpi da dare in pasto al suo popolo, avrebbe debellato la fame che attanagliava da troppo tempo gli insetti. - lA trEgUA ErA UnA cOndIzIOnE InnAtUrAlE chE hA pOrtAtO sOlO trAgEdIA <em>lA nOstrA nAtUrA cI ImpOnE lA cAccIA nOI dEvO cAccIArE</em></p>
<p><em>- Qualcosa non va SRRRK sento una presenza fortissima.</em></p>
<p>CHi Sei</p>
<p>vEdO chE lA tUA pIccOlA UmAnA tI hA mEssO In gUArdIA I sUOI pOtErI sOnO fOrtI lE vA rIcOnOscIUtO mA nOn pOssOnO cOmpEtErE cOn I nOstrI</p>
<p>iL MaLe</p>
<p><em>- Fuggi di lì SRRRK scappa è lui, avverto il suo potere non riuscirò a schermarti ancora a lungo vola via.</em></p>
<p>cOmE hO fAttO fAcIlE lE fOrmIchE sOnO TalmEntE sImIlI A nOI chE UnIrcI È stAtO qUAsI nAtUrAlE lE fOrmIchE In fOndO dEsIdErAvAnO sOlO tOrnArE A vIvErE dA fOrmIchE bAstA cAsE dA UmAnI pEnsA AdEssO sOnO fElIcI sOttO tErrA A scAvArE E A gUstArsI I lOrO sImIlI</p>
<p><em>- Dannazione SRRRK vola via sta per infrangere le mie difese.</em></p>
<p>dEl rEstO MUR AvEvA gIA&#8217; cOmprEsO mOltE cOsE sApEvA chE In Un&#8217;ErA dI sOpprEssIOnE dEllA dIffErEnzA trA lE rAzzE A cAUsA dEllA trEgUA sI pOtEvA fArE AffIdAmEntO sOlO sUI mIglIOrI ElEmEntI dEllA prOprIA stIrpE chE dEvE EssErE Un dOmAnI pAdrOnA dEl mOndO</p>
<p><em>- SRRRK MUOVI QUEL CULO PELOSO NON LO TENGO PIU&#8217;.</em></p>
<p>SRRRK era immobile, pietrificato, lo scambio di battute era durato troppo poco tempo perché lui avesse la forza di reagire. Il Male. Ciò che lui più di tutto aborriva era lì davanti a lui. La voce di Gabrielle poco più che un sussurro lontano, un refolo d&#8217;aria fredda che annuncia l&#8217;arrivo del gelo. E quel tetto, fino a poco prima deserto, ora brulicante di mirmecia e di ragni, impossibile la fuga, impossibile il dialogo. erano stati rapidi e astuti li avevano ingannati. Ancora.</p>
<p>ImpArErAI Ad AmArE lA tUA nUOvA cOndIzIOnE cOmE qUEllA AttUAlE</p>
<p><em>GaB iNTeRRoMPi iL CoNTaTTo Se Mi Vuoi BeNe SalVaTi</em></p>
<p><em>- NOOOOOO.</em></p>
<p>Il distacco con l&#8217;umana fu al contempo violento e doloroso. Lei opponeva resistenza per proteggerlo, ma lui chiuse la sua mente del tutto a lei, che alla fine dovette cedere di schianto. La coscienza aliena gli fu addosso come un animale affamato in pochi attimi, in realtà Gabrielle lo aveva protetto molto più intensamente di quanto lei stessa pensasse. Sentì la mente rarefarsi unirsi a miliardi di altre menti, miliardi ma al contempo una. Miliardi di menti prive di volontà. Ebbe la risposta che cercava e capì la differenza tra quel che era stato e quel che sarebbe divenuto. Niente. Un corpo.</p>
<p>mA nOn tEmErE &#8211; berciò il corpo di MUR &#8211; prEstO AvrAi UnA mIssIOnE spEcIAlE</p>


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		<title>Nuovi arrivi</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 17:57:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina non ho potuto resistere era troppo tempo che mi trattenevo dal comperare qualche libro. Evangelisti era un autore cui puntavo da un po&#8217; il colpevole della mia curiosità si chiama <a href="http://www.valberici.eu">Valberici</a>, mentre Calvino non lo conosco e sono stato incuriosito da alcuni interventi sul blog di <a href="http://www.laramanni.it">Lara Manni</a>. Se vi state chiedendo che c&#8217;azzecchi con la letteratura  Mac OSX Server Essentials, beh&#8230; io ho un concetto di romanzo molto lato. Mi spiace non aver trovato edoll di Francesco Verso. Ma ci sarà occasione.</p>


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