Viaggi e pressappochismo
Settimana pesante passata in Svizzera a chiudere un lavoro, settimana in cui ho avuto poco tempo per leggere e scrivere, ma in cui la vicenda delle elezioni mi ha abbastanza affascinato. Per cui…
Domanda: se io mi dimentico di pagare una bolletta del telefono e mi becco la mora, è bastarda la Telecom o pirla io? Se mi scordo di pagare la multa che ho preso perché non avevo fatto la revisione alla macchina, chi è il cretino? Io o il finanziere che mi ha colto in fallo? Qui è questione di leggi. Se una legge sancisce un termine oltre il quale non si possono presentare liste elettorali e io mi presento dopo anche solo un secondo, il deficiente sono io che mi sono presentato dopo o chi ha applicato la legge? io capisco che siamo in Italia paese in cui tutto appare lecito e dove coloro che se ne fanno uno o due baffi della legge pensano di essere migliori di molti altri. Ma qui si sfiora l’assurdo, no meglio l’assurdo lo si è ormai reso quotidianità. È come se io mi presentassi a un concorso statale il giorno dopo e pretendessi che gli altri siano tutti squalificati per farmi partecipare. Peggio è come se al diniego della commissione del concorso io inveissi e dicessi che gli altri (quelli che si sono presentati puntuali) sono tutti raccomandati.
Ecco ormai siamo a questo livello. Il concetto di responsabilità è del tutto saltato, vi è soltanto il delirio di onnipotenza di un potere che ormai ritiene di avere la libertà fare esattamente quel che cavolo gli aggrada. Non esiste più alcun limite, soprattutto quello della decenza e del rispetto. E non è un caso che il Potere applauda un senatore accusato di essere stato eletto con i voti della ‘Ndrangheta, sì vero c’è la presunzione d’innocenza, ma esiste anche una situazione oggettivamente grave in cui questo signore è ampiamente invischiato. Il potere usa la tracotanza e la spocchia per sancire una posizione di forza nei confronti di chi non la pensa come lui. Gli manca un ultimo passo per diventare reale dittatura, la violenza. Fino a quando quel limite non verrà infranto, l’ultima speranza potrà dirsi ancora viva, superato quello però non vi sarà ritorno.
Ultima considerazione. Coloro i quali oggi gridano al golpe, che accusano la magistratura di aver sabotato le elezioni, di aver agito per minare le basi della democrazia, sono gli stessi che non sono stati capaci di segnarsi sull’agenda che la presentazione delle liste elettorali chiudeva alla tal ora. Che non si sono portati dietro tutti i documenti necessari. Insomma. Non sanno usare un calendario e vogliono gestire una nazione. Ecco quel che trovo ridicolo. Da queste cose comprendi se hai a che fare con dei professionisti o no. Questi sono una massa di pistola improvvisati esperti, ma tali non sono. Potremmo tagliare trasversalmente tutto l’arco costituzionale e molti organi dello stato e troveremmo sempre la stessa situazione: pressappochismo.
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Una cosa totalmente ridicola.
Almeno i responsabili avessero avuto il buon senso di chiedere perdono agli elettori inventandosi qualche impossibile coincidenza di eventi che avrebbe potuto impedire loro di consegnare i documenti… invece nemmeno quello.
Pianti e grida.
Ma cavolo, l’unica cosa che dovete fare nella vostra vita riguarda queste scadenze… se non le degnate d’uno sguardo, almeno poi levatevi di torno in silenzio!
sono talmente pieni di sé che persino in cella si permettono di dire idiozie (prontamente risportate dai giornalisti).
Mia nonna direbbe: am par ad sugnar (mi sembra di sognare).
Il fatto è che si sono litigati le cadreghe fino all’ultimo momento…dimenticandosi che per raccogliere firme ci vuole comunque un po’ di tempo.
giu’: la tu’ nonna la sa lunga
val: sono monotask, erano impegnati a litigarsi le cadreghe e non potevano pensare ANCHE al fatto che serviva tempo. Il problema è che vogliono mettere dei monotask a guidare le regioni…