Nuovi arrivi

27 febbraio 2010
By Eleas

Stamattina non ho potuto resistere era troppo tempo che mi trattenevo dal comperare qualche libro. Evangelisti era un autore cui puntavo da un po’ il colpevole della mia curiosità si chiama Valberici, mentre Calvino non lo conosco e sono stato incuriosito da alcuni interventi sul blog di Lara Manni. Se vi state chiedendo che c’azzecchi con la letteratura  Mac OSX Server Essentials, beh… io ho un concetto di romanzo molto lato. Mi spiace non aver trovato edoll di Francesco Verso. Ma ci sarà occasione.

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18 Responses to Nuovi arrivi

  1. imp.bianco on 27 febbraio 2010 at 21:44

    Tortuga è davvero un bel libro. Di Calvino al liceo lessi, per mia iniziativa, Il Barone Rampante, il Cavaliere Inesistente e il Visconte Dimezzato e li adorai :D

    X-Bye

  2. Eleas on 27 febbraio 2010 at 22:04

    Mi accingo appunto a leggere il Barone rampante. E debbo dirti con una senso di grande attesa, quasi spasmodica.

  3. Valberici on 28 febbraio 2010 at 17:11

    Ah…non avevi ancora letto Calvino…a questo punto ti domando: hai letto Curzio Malaparte?

    ;)

  4. Eleas on 28 febbraio 2010 at 17:19

    Non l’avevo letto ammetto la deficenza, ma rimedierò. Ammetto pure pure che mi manca il Malaparte, ma come sai tu dammi tempo e pian piano… hai presente la tartaruga? Tu sei leprotto.

  5. Valberici on 28 febbraio 2010 at 18:20

    Doamnde: Quali sono i capolavori universalmente riconosciuti? Esistono?
    Se esistono, chi non li ha ancora letti può permettersi di “perdere tempo” con altri libri?

    Bisognerà dedicare un post a cosa leggere prioritariamente. ;)

  6. Eleas on 28 febbraio 2010 at 18:28

    È una bella domanda, secondo me i capolavori veri esistono, il problema è riuscire a leggerlo tutti. Anche perché gli altri libri sono o possono essere comunque un momento di relax e divertimento nonché di crescita.

  7. Ema on 2 marzo 2010 at 14:25

    Tortuga è interessante, ma hai decisamente sbagliato come inizio di Evangelisti. Torna in libreria e comprati “Nicholas Eymerich, inquisitore”. Che tratta anche di temi più congeniali a voi credenti (tipo gli assassinii legalizzati :P dai scherzo). Con Evangelisti preparati a leggere di protagonisti che ti vanno sulle balle da subito, che non riesci a salvare nemmeno per un dettaglio, un piccolo particolare insignificante (a parte forse Pantera). L’attore principale di Tortuga è forse il più meschino dei prodotti del buon Valerio.
    Però Tortuga rientra nel filone “storico-e-basta”, più avventuroso di altri ma meno funambolico del filone principale di Evangelisti: quello storico-fantastico, in cui passato presente e futuro vengono narrati simultaneamente e gli eventi degli uni si ripercuotono sugli altri, costruendo un universo parallelo al nostro. Parallelo, e dannatamente simile.
    E’ uno dei miei autori preferiti quindi maneggiare con cura ;)

    Su Calvino non commento nemmeno: il fatto che sia stato tanto bistrattato dalla “critica” italiana la dice lunga sulla “critica” italiana.

  8. Eleas on 3 marzo 2010 at 13:00

    Ema non posso dir niente per ora su evangelisti, posso anticipare che Calvino mi pare di una genialità sconfortante.

  9. Eleas on 3 marzo 2010 at 13:00

    Ema non posso dir niente per ora su evangelisti, posso anticipare che Calvino mi pare di una genialità sconfortante.

  10. Ema on 4 marzo 2010 at 17:32

    gianri, puoi rimettere gli ultimi commenti da qualche parte sulla home page? era più o meno fondamentale per orientarsi…

  11. Eleas on 5 marzo 2010 at 09:27

    e ce lo so ema sto ragionando sul come ma non saprei onestamente come fare perché il tema è piuttosto blindato, cercherò una soluzia

  12. Sascha on 6 marzo 2010 at 09:39

    Come sarebbe, non stai cominciando dalle Città Invisibili?
    E, per notizia, Calvino non è stato bistrattato dalla critica italiana dato che, in buona parte, era lui la critica italiana per non dire uno che aveva un certo potere, all’Einaudi e altrove…
    Non lo dico come critica a Calvino, anzi: avercene di potenze editoriali come lui…

  13. Eleas on 6 marzo 2010 at 09:53

    ciao Sascha no ho cominciato “a caso” visto che Calvino lo scopro ora, non è mai tardi. Quindi praticamente ho preso un volume a caso. E finora sono rimasto basito dalla sua eccezionale bravura, da come riesce con pochi tratti e con concetti semplici a delineare un complesso mondo fantastico.

  14. Sascha on 6 marzo 2010 at 10:40

    Comunque ho notato che stiamo scrivendo entrambi un romanzo post-catastrofe, benchè molto diversi. Domani sera ti mando una ventina di pagine. Sto scrivendo un capitolo – breve – la settimana e conto di arrivare in tempo per il concorso di Urania che scade il 30 novembre…

  15. Eleas on 6 marzo 2010 at 10:53

    Ammetto che il post-qualcosa ha sempre avuto in me il potere evocativo che poca altra roba ha. Non so bene perché forse per la Rivoluzione che la cosa implica, forse per l’incredibile sensazione di trovarsi su un limen tremendo. Non so, ma il post-ismo mi piace.
    Concorso Urania? Manda link. Ero concentrato su quello Delos di fine settembre.

  16. Sascha on 6 marzo 2010 at 11:18

    http://www.fantascienza.net/uraniandco/PREMIOHOME.html

    Questo è del 2005 ma le regole e la data del 30 novembre sono le stesse.
    BTW, sta per uscire per Urania Classici ‘Norstrilia’ di Cordwainer Smith, uno dei veri classici irrinunciabili della storia della SF, altro che Asimov o Heinlein… Comprare senza se ne’ ma.

  17. Ema on 6 marzo 2010 at 14:47

    Calvino è stato bistrattato post-mortem, come spesso accade, e ancora viene messo all’indice da una certa parte perché – orrore! – osava tra le altre cose scrivere storie del fantastico.

    La frase “altro che asimov e heinlein” la considero una bestemmia aprioristica, pur non conoscendo smith (cosa che cercherò comunque di rimediare il prima possibile).

  18. Sascha on 6 marzo 2010 at 16:48

    ‘Pur non conoscendo Smith’, appunto. Quello che limita la popolarità e il riconoscimento dell’importanza di Smith è anche la sua scarsa produzione: un romanzo non troppo lungo e una ventina di racconti sono tutto il Ciclo della Strumentalità mentre gli appassionati di fantascienza e fantasy tendono al bulimico. Con tutti i temi cui Smith accenna Asimov ed Heinlein avrebbero prodotto tre e quattro romanzi, Jordan e Turtledove una ventina e lunghissimi.
    Quanto a Calvino nessuno s’è mai sognato di bistrattarlo per il suo interesse per il fantastico (nessuno d’importante almeno). Casomai il suo fantastico era l’unico che la cultura italiana non avesse problemi ad accettare.
    Anni fa un pamphlet di Carla Benedetti che fece discutere contrapponeva Calvino a Pasolini e non nascondeva la sua preferenza per PPP. Ma la discrimanante non era il fantastico quanto la concezione stessa della letteratura e dell’impegno (esistenziale più che politico) dell’autore nella sua opera – il distacco calviniano vs. il corpo a corpo pasoliniano.

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