Nuovi arrivi
Stamattina non ho potuto resistere era troppo tempo che mi trattenevo dal comperare qualche libro. Evangelisti era un autore cui puntavo da un po’ il colpevole della mia curiosità si chiama Valberici, mentre Calvino non lo conosco e sono stato incuriosito da alcuni interventi sul blog di Lara Manni. Se vi state chiedendo che c’azzecchi con la letteratura Mac OSX Server Essentials, beh… io ho un concetto di romanzo molto lato. Mi spiace non aver trovato edoll di Francesco Verso. Ma ci sarà occasione.
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Tortuga è davvero un bel libro. Di Calvino al liceo lessi, per mia iniziativa, Il Barone Rampante, il Cavaliere Inesistente e il Visconte Dimezzato e li adorai
X-Bye
Mi accingo appunto a leggere il Barone rampante. E debbo dirti con una senso di grande attesa, quasi spasmodica.
Ah…non avevi ancora letto Calvino…a questo punto ti domando: hai letto Curzio Malaparte?
Non l’avevo letto ammetto la deficenza, ma rimedierò. Ammetto pure pure che mi manca il Malaparte, ma come sai tu dammi tempo e pian piano… hai presente la tartaruga? Tu sei leprotto.
Doamnde: Quali sono i capolavori universalmente riconosciuti? Esistono?
Se esistono, chi non li ha ancora letti può permettersi di “perdere tempo” con altri libri?
Bisognerà dedicare un post a cosa leggere prioritariamente.
È una bella domanda, secondo me i capolavori veri esistono, il problema è riuscire a leggerlo tutti. Anche perché gli altri libri sono o possono essere comunque un momento di relax e divertimento nonché di crescita.
Tortuga è interessante, ma hai decisamente sbagliato come inizio di Evangelisti. Torna in libreria e comprati “Nicholas Eymerich, inquisitore”. Che tratta anche di temi più congeniali a voi credenti (tipo gli assassinii legalizzati
dai scherzo). Con Evangelisti preparati a leggere di protagonisti che ti vanno sulle balle da subito, che non riesci a salvare nemmeno per un dettaglio, un piccolo particolare insignificante (a parte forse Pantera). L’attore principale di Tortuga è forse il più meschino dei prodotti del buon Valerio.
Però Tortuga rientra nel filone “storico-e-basta”, più avventuroso di altri ma meno funambolico del filone principale di Evangelisti: quello storico-fantastico, in cui passato presente e futuro vengono narrati simultaneamente e gli eventi degli uni si ripercuotono sugli altri, costruendo un universo parallelo al nostro. Parallelo, e dannatamente simile.
E’ uno dei miei autori preferiti quindi maneggiare con cura
Su Calvino non commento nemmeno: il fatto che sia stato tanto bistrattato dalla “critica” italiana la dice lunga sulla “critica” italiana.
Ema non posso dir niente per ora su evangelisti, posso anticipare che Calvino mi pare di una genialità sconfortante.
Ema non posso dir niente per ora su evangelisti, posso anticipare che Calvino mi pare di una genialità sconfortante.
gianri, puoi rimettere gli ultimi commenti da qualche parte sulla home page? era più o meno fondamentale per orientarsi…
e ce lo so ema sto ragionando sul come ma non saprei onestamente come fare perché il tema è piuttosto blindato, cercherò una soluzia
Come sarebbe, non stai cominciando dalle Città Invisibili?
E, per notizia, Calvino non è stato bistrattato dalla critica italiana dato che, in buona parte, era lui la critica italiana per non dire uno che aveva un certo potere, all’Einaudi e altrove…
Non lo dico come critica a Calvino, anzi: avercene di potenze editoriali come lui…
ciao Sascha no ho cominciato “a caso” visto che Calvino lo scopro ora, non è mai tardi. Quindi praticamente ho preso un volume a caso. E finora sono rimasto basito dalla sua eccezionale bravura, da come riesce con pochi tratti e con concetti semplici a delineare un complesso mondo fantastico.
Comunque ho notato che stiamo scrivendo entrambi un romanzo post-catastrofe, benchè molto diversi. Domani sera ti mando una ventina di pagine. Sto scrivendo un capitolo – breve – la settimana e conto di arrivare in tempo per il concorso di Urania che scade il 30 novembre…
Ammetto che il post-qualcosa ha sempre avuto in me il potere evocativo che poca altra roba ha. Non so bene perché forse per la Rivoluzione che la cosa implica, forse per l’incredibile sensazione di trovarsi su un limen tremendo. Non so, ma il post-ismo mi piace.
Concorso Urania? Manda link. Ero concentrato su quello Delos di fine settembre.
http://www.fantascienza.net/uraniandco/PREMIOHOME.html
Questo è del 2005 ma le regole e la data del 30 novembre sono le stesse.
BTW, sta per uscire per Urania Classici ‘Norstrilia’ di Cordwainer Smith, uno dei veri classici irrinunciabili della storia della SF, altro che Asimov o Heinlein… Comprare senza se ne’ ma.
Calvino è stato bistrattato post-mortem, come spesso accade, e ancora viene messo all’indice da una certa parte perché – orrore! – osava tra le altre cose scrivere storie del fantastico.
La frase “altro che asimov e heinlein” la considero una bestemmia aprioristica, pur non conoscendo smith (cosa che cercherò comunque di rimediare il prima possibile).
‘Pur non conoscendo Smith’, appunto. Quello che limita la popolarità e il riconoscimento dell’importanza di Smith è anche la sua scarsa produzione: un romanzo non troppo lungo e una ventina di racconti sono tutto il Ciclo della Strumentalità mentre gli appassionati di fantascienza e fantasy tendono al bulimico. Con tutti i temi cui Smith accenna Asimov ed Heinlein avrebbero prodotto tre e quattro romanzi, Jordan e Turtledove una ventina e lunghissimi.
Quanto a Calvino nessuno s’è mai sognato di bistrattarlo per il suo interesse per il fantastico (nessuno d’importante almeno). Casomai il suo fantastico era l’unico che la cultura italiana non avesse problemi ad accettare.
Anni fa un pamphlet di Carla Benedetti che fece discutere contrapponeva Calvino a Pasolini e non nascondeva la sua preferenza per PPP. Ma la discrimanante non era il fantastico quanto la concezione stessa della letteratura e dell’impegno (esistenziale più che politico) dell’autore nella sua opera – il distacco calviniano vs. il corpo a corpo pasoliniano.