Censura?

26 febbraio 2010
By Eleas

Il caso Google è ancora al centro delle riflessioni. Google vittima o carnefice? Google presa di mira sempre e comunque perché è grossa? Presa di mira magari con qualche spinta da parte della nemica Microsoft? Tutto può essere, ma ci sono due livelli in questa vicenda. Un livello alto e uno basso. Partiamo dall’alto. Google appunto, un moloch mastodontico che ormai ha sul mercato un peso tale da creare tensioni internazionali. Facebook? Eh, siamo lì poco ci manca. Twitter segue. Sia GL che Loredana stanno riflettendo sulla vicenda, ma il problema è che la condanna di Google non è un attentato alla rete. No è la condanna per la oggettiva responsabilità di alcuni dirigenti di una multinazionale che ha pensato erroneamente di poter fare sempre e solo quello che vuole. Per una volta qualcuno ha detto loro di calare le arie. Però mi incuriosisce la questione della censura.

controllo compiuto dall’autorità su opere da pubblicare o da rappresentare (da Wikizionario)

Ragioniamo su questa definizione, in sostanza si decide preventivamente cosa sia o meno pubblicabile. Google è stata condannata per aver leso la dignità di una persona non avendo effettuato il dovuto intervento… censorio? Qui sta il primo punto. Non si tratta di un intervento censorio, bensì di un intervento volto a impedire crimini contro la persona. Altrimenti ci si potrebbe chiedere se sia lecito per uno Stato intervenire a fermare un pluriomicida che nell’assassinio vede l’espressione di se stesso. Gli si tarpano le ali? No, si difendono le persone, che è uno dei compiti dello Stato moderno.

entità politica costituita da un gruppo di persone stanziato su un territorio e organizzato come persona giuridica che governa ed esercita la sovranità sul quel territorio come unica garante dell’ordine pubblico interno e della difesa da eventuali nemici esterni (da Wikizionario)

Credo che la garanzia dell’ordine interno non si dimostri unicamente nel prendere a manganellate dimostranti come avviene in altrove, ma nel tutelare i deboli. Laddove uno Stato non sia in grado o addirittura non voglia per scelta politica difendere i deboli io credo si possa configurare senza ombra di dubbio l’accusa di eugenetica nazista o se preferite dirla in termini bolscevici di purga staliniana dei kulaki.

Così torniamo a Google. È censura? No. È molto peggio. È AUTOCENSURA. O almeno lo è stata a gennaio scorso quando Google ha annunciato il ritiro sua sponte dal territorio cinese. Qui la questione si complica, perché se da un lato è innegabile che il colosso informatico stia solo e unicamente difendendo i propri interessi, per i cinesi esso rappresentava un’opportunità. E il fatto medesimo che si ritiri è un’ammissione che del combattere per la libertà non ci si preoccupa più di tanto se combattere significa perdere utili. Autocensura a salvaguardia del portafogli, quindi scandalizzarsi per il processo milanese è molto più che ridicolo. È una palese presa per i fondelli nei confronti di chi invece nella libertà dei luoghi non-luoghi ci crede. In fondo si tratta solo di coprire i crimini contro l’umanità di cui la Cina è responsabile, no? Al massimo non potendo mostrarli rifiuto la battaglia per i diritti umani. Mi ritiro. Codardia. E qui mi pongo una domanda successiva che abbassa vieppiù il livello verso noi utenti. Chi e cosa ci garantisce che Google o chi per lui non applichi filtri di qualche genere unilateralmente o su richiesta? Magari oggi non lo fa, ma il business del futuro potrebbe essere andare dal Berlusconi di turno e scoprire che il mezzo tecnico può divenire un utile strumento economico che però genera censura. Ipotizziamo un capo di Governo che desideri che le informazioni su di lui siano di un certo tipo, potrebbe pagare Google esattamente come oggi si paga Google per essere meglio indicizzati sul suo motore di ricerca.

Allora a quel punto dov’è la libertà? Chi censura chi? Fantapolitica? Siamo sicuri? In Cina cosa è successo in fondo? E negli altri paesi citati dal pezzo poco sopra? Domando quanto ha intascato Google in Cina per censurare per quattro anni i contenuti di google.cn? Non saprei dirlo, ma dopo che i rapporti si sono fatti tesi ci ha perso, è stata oggetto di attacchi informatici provenienti dalla Cina. Ad esempio l’attacco che un paio di settimane addietro ha completamente svaccato questo blog era di origine cinese, ho fatto una ricerca in merito.

Conclusioni? Non c’è censura. Ma difesa dei deboli contro la prepotenza, la censura viene fatta a livelli molto più alti dei singoli deficienti che prendono a sberle un poveraccio e lo filmano.

Related posts:

  1. Libertà

Tags: , ,

5 Responses to Censura?

  1. imp.bianco on 27 febbraio 2010 at 08:57

    Macché censura, il fatto è che finché non sapremo la ragione per cui i giudici hanno condannato ingiustamente Google, non possiamo dire molto di più. La sentenza, IHMO, è idiota. Non si può condannare Google per i video caricati dagli utenti, soprattutto quando Google ha cancellato tempestivamente il video incriminato. E’ come se qualcuno mandasse una lettera minatoria e si incolpasse Poste Italiane per averla recapitata. E’ follia allo stato puro. Che poi quei delinquenti che hanno picchiato quel ragazzo down sono degli idioti. Se non avessero messo il video su internet, nessuno avrebbe saputo nulla, invece ora sono stati scoperti. Poi che questa sentenza possa essere usata in qualche modo da alcuni esponenti politici con idea malsana su internet e la libertà, questo purtroppo è probabile. Anche se penso sia impossibile che l’Italia segua la Cina in fatto di libertà su internet. Poi cosa si vuole dire a Google di controllare tutti i video che vengono caricati? Sono troppi! E’ impossibile. Se Google dovesse controllare preventivamente tutti i video caricati su Youtube, dovrebbe chiudere dopo due giorni…

    X-Bye

  2. Eleas on 27 febbraio 2010 at 16:36

    soprattutto quando Google ha cancellato tempestivamente il video incriminato

    Qui nutro dei seri dubbi il video è rimasto parecchie settimane tra i più cliccati. E sai bene che clic=soldi.

    Poi cosa si vuole dire a Google di controllare tutti i video che vengono caricati?

    Impo non pigliamoci in giro esistono tecnologie che consentono analisi ben dettagliate di tutto quanto viene scaricato, così come il testo è indicizzato anche i video lo sono altrimenti spiegami come potresti ritrovarli…

  3. imp.bianco on 27 febbraio 2010 at 21:57

    @eleas: ma perché uno è tanto coglione da mettere come tag “rissa” o “handicappato” XD Dico che per quanto tu voglia cercare di controllare tutto quello che viene caricato, a priori, perché è questo quello che vorrebbero fare certi destrorsi, non si può fare. Youtube fallirebbe dopo due giorni. Il video poi è stato cancellato dopo un giorno che è stato segnalato. Secondo i termini di legge. Quindi Google ha agito bene secondo le norme vigenti. Google non ha colpe. Se ci sono degli idioti che caricano, filmano, fanno, delle cose del genere non è di Google, né di Youtube, manco di Windows o di Mac o di Linux. Perché avranno usato uno di quei tre OS per caricare il video. Quindi è colpa di Bill Gates o di Steve Jobbs se uno ha usato un loro sistema operativo per fare qualcosa di illecito? Poi Eleas non prendiamo in giro, ogni ora su Youtube vengono caricati 20 ore di video, dimmi te come si può controllare una marea del genere… Quando Youtube o Google, o chicchessia, si accorge dell’illecito lo cancellano sempre. Io la penso come il Disinformatico, più o meno, il suo post è davvero esauriente sul fatto

    http://attivissimo.blogspot.com/2010/02/sentenza-google-niente-panico.html

    Ti riporto giusto qualche passo se non puoi leggere il post

    “[...] la legge italiana (articoli 14-15-16 del decreto legislativo n. 70/2003) e le leggi dell’Unione Europea (e in USA il Communications Decency Act) dicono chiaramente che un fornitore di un servizio come Google Video o Youtube non è responsabile dei contenuti immessi dagli utenti se si limita a veicolarli. Un po’ come le Poste non sono responsabili se qualcuno le usa per mandare una lettera minatoria. Scatta una responsabilità legale in sede civile solo se il fornitore non rimuove prontamente i contenuti illeciti.”

    Google ha cancellato il video lo stesso giorno che gli è stato segnalato. Non è che io voglia difendere Google a spada tratta, però non vedo nessuna colpa nel loro modo di agire. Sicuramente non una condanna. Bisognerebbe invece pensare sul perché dei ragazzi abbiano fatto quel che hanno fatto, invece che prendersela con Google…

    X-Bye

  4. Eleas on 27 febbraio 2010 at 22:11

    impo riconosco che quanto tu dici non è irragionevole, e siamo assolutamente concordi nel dire che i maledetti sono i deficenti che hanno aggredito un poveretto. Deficenti, maledetti e sadici.
    Il problema però è che i dirigenti di Google sono stati condannati per una cosa, la società ha risposto dicendo “ci censurano”, che mi pare abbastanza ridicola come risposta. Anzi peggio, ha detto che la sentenza mina le basi stesse del web. Boiata pazzesca! Ma cosa mini? Mini i tuoi introiti che è la sola cosa che ti interessa.
    Mi dici se Google si mette a controllare fallisce in due minuti. Che fallisca, internet esisteva prima di Google esisterà pure dopo Google. Non è Apple o Microsoft ad ospitare fisicamente i video è Google- YouTube ergo si faccia carico del problema e se non è in grado ‘zzi suoi. Fallisce e con lei FB e soci? Non per questo chiuderà il web, verrà trovato un nuovo modo di condivisione dei materiali, spremendosi le meningi i metodi li si trovano sia per fare controllo preventivo, sia per trovare soluzioni totalmente nuove alla gestione dei materiali video. Con questo non sto dicendo afftto che Google sia il demonio, lì sei tu l’esperto, ma dico che Google non è una verginella stuprata su un prato da Mad Dog.

  5. imp.bianco on 27 febbraio 2010 at 23:52

    Ma sono il primo a dire che non c’è affatto nessuna censura. E non dico nemmeno che Google sia una verginella, basta vedere la questione di quello schifo di Buzz. Che poi certi destrorsi pensano di poter usare questa sentenza per lanciare le loro solite boiate pro-censura di internet, è un altro par di maniche. Non si arriverà mai alla censura… comunque io dicevo che, attualmente, non si può (e non credo si potrà) controllare preventivamente tutto quello che uno può postare su YOutube come su Twitter come su Facebook.

    X-Bye

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Calendario

febbraio: 2010
D L M M G V S
« gen   mar »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28  

Categorie

Nuvola dei Tag

Archivi

aNobii

You must configure the plugin
developed by Jhack

I più attivi