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domenica, febbraio 7th, 2010

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Attualità, Religione

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Se il cattolico non porge l’altra guancia

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Ieri ho avuto un match piuttosto duro sul sito di Francesco su questioni inerenti la religione cattolica e alcune prese di posizione di quelle puramente provocatorie che un vescovo emerito pistoiese ha avuto nei confronti dei gay. Le dichiarazioni del suddetto le trovate qui. Per la prima volta in un dibattito online mi sono sentito profondamente incazzato, sarà il periodo ma la pazienza scarseggia. Da un lato per le dichiarazioni idiote del vescovo che esponendo sue tesi personali ha esposto tutte le persone del suo credo al pubblico ludibrio (vi ricordate cosa dicevamo quando si parlava di comunicazione e responsabilità?), dall’altro per gli attacchi cui venivo sottoposto, ho riflettuto sul perché mi sono arrabbiato e mi ha dato fastidio, credo, la generalizzazione. Vale a dire prendere un particolare e farlo assurgere a paradigma sulla base del quale valutare il tutto. Umanamente vero e indiscutibile, ma concettualmente, filosoficamente ed epistemologicamente errato e incompleto. Storicamente poi ancora peggio. Le questioni sollevate sono molte e tutte di assoluta centralità nel rapporto con la cristianità: i gay da cui ha preso le mosse il dibattito, ma poi si sono tirati dentro i divorziati, i separati, la condizione della donna ritenuta sottomessa, i suicidi, s’è detto che non è lecito per un cristiano pensarla diversamente dai vescovi, s’è detto che se pure io la penso diversamente e alcuni preti pure essi in realtà non contano davanti alla macchina politica della Chiesa. Insomma. Tante questioni serie, ma spesso affogate nel qualunquismo che solitamente avvolge qualsiasi discussione che abbia a che fare con la Chiesa Romana.

Siccome questa discussione mi ha fatto girare gli zebedei non poco, ho deciso prima di lasciarla perdere, ma poi mi sembrava scorretto, e con l’umore pessimo e maldisposto mi sono rimesso a discutere. Non mi capita sovente, ma debbo dire che il “solo contro tutti” non aiuta a discutere con calma specie quando sei comunque indaffarato in altro. Allora mi sono detto che dovevo trovare un altro sistema per affrontare tutte queste problematiche che evidentemente stanno a cuore alle persone in maniera sistematica e scientifica, come piace a me, non sull’onda emotiva che non serve a una mazza. Dopo breve ma intensa riflessione ho preso la decisione di contattare un mio carissimo amico prete, che vive qui in parrocchia da me, ma non ha incarichi ufficiali in quanto impegnato con il tribunale ecclesiastico. Gli ho scritto che mi sarebbe piaciuto porgli delle domande vista anche la sua notevole preparazione giuridica in materia su alcuni argomenti scottanti. Che la gente con cui discuto sui blog sente come cruciali nel rapporto con la cristianità. Stamattina ci siamo visti brevemente e mi ha detto che è più che disposto a discutere di tali questioni senza alcun problema con i tempi che il lavoro di entrambi ci consentirà, ovviamente. Ergo dopo il match di ieri andrò a sistematizzare questi interventi in una serie di post. Vedremo nel prosieguo come inscatolarli. Quello che mi premeva era di invitare coloro che avessero questioni aperte dubbi o perplessità a farmi un elenco di domande in questo post, in modo che io possa presentare una lista a questa persona di domande non solo mie, ma anche vostre. Spero che la cosa possa risultare interessante e aiuti il dibattito su tematiche cruciali.

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9 Comment to “Se il cattolico non porge l’altra guancia”

  1. Ciao Gianrico, permettimi tuttavia di dire che forse l’hai presa troppo sul personale.
    Tra persone intelligenti, quando si tocca un discorso difficile come quello sul mio sito, è normale avere posizioni diverse, più o meno marcate.
    Leggerò con interesse la tua intervista al parroco, cosa che dovevo già fare per la stesura del libro con Verdenero ma che poi ho dovuto rimandare per le tempistiche strette.

  2. Eleas scrive:

    Ciao Francesco, per carità puoi dire quel che vuoi, in realtà come dicevo nel pezzo sì l’ho presa sul personale se vuoi per una serie di ragioni mie, che mi rendono meno tollerante del solito, ma è assolutamente vero quello che tu dici, del resto sentirmi dare più e più volte del Fariseo mi ha onestamente maldisposto. Sebbene in realtà mi abbia veramente fatto male l’accusa di essere razzista.
    Il mio amico non è parroco è vicario giudiziale aggiunto presso il tribunale ecclesiastico di Torino. È anche professore alla facoltà di teologia. Insomma se c’è uno che anche giuridicamente può aiutarci a capire queste problematiche io credo sia lui.
    Per il resto vedremo cosa salta fuori. Se hai domande per lui segnalamele pure io le inoltrerò e lui cercherà di rispondere. Quindi se vogliamo spaziare dall’eutanasia alla comunione per i divorziati abbiamo campo libero. Magari mi toccherà fare più puntate. Visto che non c’è un solo argomento che sia facile.

  3. Valberici scrive:

    Ti capisco Gian, non sai quante volte al giorno incontro gente che mi fa esempi di dirigenti sindacali che difendono i loro interessi o sparano cazzate.
    Alla fine può capitare che l’incazzatura aumenti a livelli insostenibili.
    Soprattutto perchè vediamo una cosa in cui crediamo profondamente svilita e danneggiata da pochi inqualificabili personaggi.

    detto questo rimango comunque convinto che la religione sia l’oppio dei popoli. ;)

  4. Eleas scrive:

    Sì credo che il concetto sia simile Val, sebbene chiaramente siamo discordi sul finale del tuo post. ;)

  5. Ema scrive:

    Chiedi al tuo amico per quale motivo dovrei credere a qualcosa che non solo non vedo io, ma non vede manco nessuno di quelli che conosco (tra cui quelli che ci credono).
    Chiedigli per quale astruso motivo non dovrei perlomeno aspettare una folgorazione sulla via di damasco. Cioè, perché Saul/Paolo sì e io no? anzi, e qualche triliardo di persone no?

    Forse sono andato un po’ troppo sul generico. ^_^

  6. Eleas scrive:

    prendo sicuramente nota della tua domanda ema se la vuoi fare meno generica fallo pure ma mi sembra piuttosto chiara nella sua sostanza, è la stessa medesima che mi sono posto io non so più nemmeno quante volte.

  7. Ema scrive:

    sono abbastanza certo che non ci siano risposte sensate, ma se vuoi chiedi pure. Puoi anche dirgli, eventualmente, di chiedere al Principale se non varrebbe la pena Damascare un po’ di più per annoverare qualche anima extra. Solo a quel punto un uomo avrebbe il vero libero arbitrio e potrebbe decidere se seguire una via concreta o l’altra. (E non la scelta se credere o meno).

  8. Eleas scrive:

    c’è molto di concreto in quello che sembra essere qualcosa di campato per aria, è solo che a volte non si riesce a vedere

  9. Ema scrive:

    non ho detto campato per aria, ho detto non concreto.

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