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giovedì, febbraio 4th, 2010
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Touch dipendenza
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Stamattina dovevo prendere dei soldi al bancomat. Giunto alla macchinetta infilo la tessera e lui mi chiede cosa io desideri fare. A quel punto le mie dita scattano in automatico e schicciano il bottone del bancomat appunto. Il problema e’ che schiacciano il bottone a video. Vabbe’ mi do del maniaco e vado avanti a selezionare l’importo poi nuovamente schiaccio il pulsante di conferma sul monitor. Inizio a inquietarmi, insomma la faccio breve: per tre volte sono andato a cercare un touch screen che non c’era.
Mi e’ così tornata in mente la scena di Ritorno al futuro 2 quando lui nel futuro gioca con videogame in cui su debbono usare le mani suscitando l’ilarita’ di due ragazzini.
Mi sono domandato quanto stiamo divenendo dipendenti dalle nuove affascinanti tecnologie. Credo parecchio e credo che se un giorno saltasse la luce globalmente sarebbe il panico totale, per citare una tecnologia usata ormai da tutti in occidente.
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10 Comment to “Touch dipendenza”
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questo post mi ha fatto venire un’idea per un racconto XD non sò però se è valida. Immagina un futuro in cui tutta la conoscenza dell’uomo viene digitalizzata. Tutta, perchè la tecnologia usata è ritenuta ormai infallibile (insomma non esiste più il supporto cartaceo.)Poi per un errore dell’ultimo arrivato (ma deve essere una cosa proprio stupida)tutto viene perduto…
Che bancomat retrogado, i nostri sono tuch screen
iri: va avanti a raccontare sta storia… però mi devi trovare una soluzione ai backup che in una società avanzata si fanno. E poi chessò, magari non è affatto un errore, ma magari c’è una frangia della società che osteggia la tecnologia, tutto sta a capire per quale ragione.
giulia non fare la sborona, mediamente anche inostri sono touch, mediamente appunto
Se salta la luce almeno un terzo dell’ umanità è spacciato.
non potrei essere più d’accordo, pensa la tragedia niente più kindle, niente più mac, brrrrr
no però nella loro banalità sono episodi che ti fanno riflettere su quanto siamo ormai abituati a certe tecnologie e a come fatichiamo a tornare indietro, pensa solo all’audio. I ventenni di oggi non hanno quasi conosciuto i cd, per loro esiste solo l’mp3, le musicassette sono archeologia, mentre per me erano la norma alle superiori, i dischi in vinile paleontologia musicale.
… giustappunto mio figlio, la scorsa settimana mi ha chiesto: “Mamma cosa è un disco?”…, a parte che mi sono sentita decisamente vecchia, e poi il tutto mi ha fatto alquanto riflettere…. l’evoluzione della tecnologia in parte allontana maggiormente le nuove generazioni da quelle più vecchie, o ti aggiorni o come si diceva un tempo “sei un matusa”…!!! ;-(
In certi casi non riusciremmo a tornare indietro.
Ad esempio, sai uccidere e macellare un coniglio?
E sapresti conservare gli alimenti senza usare un frigorifero?
bb interessante notare questo fatto dell’allontanamento che però una volta era dato da altro che non fosse la tecnologia o sbaglio qui chiedo assistenza a valbe, una volta erano le idee a separare le generazioni
val forse per fame il coniglio saprei anche ucciderlo (posto che si riesca a prenderlo), quando ce l’ho in mano tranqui che lo spello e lo macello anche con una selce se è il caso, ma il conservare sarebbe un vero disastro. Siamo schiavi.
adesso siamo non ad uno scontro di idee… ma alla mancanza o quasi delle suddette, con l’aggiunta del divario tecnologico….
per il coniglio non ti ci vedo proprio, o hai un coltello con il seghetto affilato o altrimenti con la selce è un’impresa…
Il problema è macellarlo senza sprechi.
Se si tornasse alla civiltà contadina di cent’anni fa parecchi non riuscirebbero a sopravvivere.
Qualche tempo fa su FB girava un video molto crudele, in cui si vedevano cacciatori uccidere a bastonate dei visoni e poi spellarli, alcuni ancora vivi.
Pensa che ciò che ora desta, giustamente, orrore, un tempo qui in piemonte era prassi quotidiana, infatti i conigli si colpivano con un bastone e poi si spellavano. E lo facevano ragazzine di quattordici anni.
Riguardo alle idee è vero quanto dici,perchè un tempo il pensiero era più “veloce” della tecnologia.