Denti Bianchi – recensione di Gisella Gallenca
Quando si mettono insieme tanti personaggi, ciascuno con la propria storia, eppure tutti dentro alla stessa Storia, tanto da convergere nel medesimo finale… beh, è inevitabile che il racconto vada un po’ per le lunghe!
Mi capita raramente di “imbarcarmi” nella lettura di romanzi caratterizzati da un alto livello di complessità.
Non tanto a causa di una scarsa simpatia per le storie con tanti personaggi, protagonisti di altrettante trame e sottotrame, che si diramano in una linea temporale discontinua – perché questa è la forma che Zadie Smith ha dato al suo “Denti Bianchi”. Piuttosto perché non è così immediato trovare autori che siano veramente in grado di gestire un’opera del genere.
Qui non si tratta semplicemente di “far tornare i conti”, ma soprattutto di mantenere il livello di attenzione del lettore alto. Perlomeno, alto quanto basta per poter arrivare all’ultima pagina senza troppi ripensamenti.
Se poi all’abilità narrativa si aggiunge una notevole quantità (e qualità) di cose da dire, ecco che il gioco comincia ad essere molto interessante. Una sfida per lo scrittore, a fronte di un lettore con aspettative di un certo tipo.
In “Denti Bianchi” è possibile ritrovare tutto questo. Forse non in modo perfetto, ci mancherebbe. Ma con un risultato efficace. Una carrellata sulla storia di cinque o sei famiglie londinesi (dagli alto borghesi agli immigrati di seconda generazione), che nulla hanno in comune se non l’essere straordinariamente numerose e tutte in qualche modo relazionate l’una all’altra.
Tra questa moltitudine di personaggi e di caratteri, spiccano due uomini di mezza età. Archie, inglese divorziato e risposato con una giamaicana. E Samad, bengalese con una certa idiosincrasia nei confronti della cultura occidentale. Tanto opposti, quanto legati da una storica amicizia. Due figure complesse, spiegate in ogni minimo dettaglio e senza troppi giri di parole.
Libro consigliato, ma con una avvertenza. Inutile pretendere di terminare la lettura in modo rapido e sbrigativo. Non è facile, e sebbene sia interessante richiede concentrazione. Insomma, da somministrare in piccole dosi.
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Ma sai che mi manca? lo metto in lista.
Oooops… recensioni che talvolta rispuntano
Eh beh… appena ne ho di nuove te le passo! Nel frattempo, buona lettura a GL.
eheh ho controllato nella biblioteca comune e questa non era fantasy
ecco brava porta nuove rece così facciamo vedere un paio di cosette