UP
Dopo Wall-e era davvero complesso riuscire a fare un film che gli stesse all’altezza, anche perché finalmente dopo anni di tremenda mediocrità la Disney era riuscita a toccare le corde giuste e a fare un film davvero emozionante. Non parliamo più di grafica, ormai l’arte della computer grafica è punto assodato, fermo, che non può da sola fare la differenza (a meno di enormi balzi in avanti) nella qualità del film. La qualità viene data dal racconto. Non ci sono scuse. Gli ultimi racconti finalmente stanno tornando a notevoli livelli.
UP non è un thriller, anzi per certi versi, avendo visto i trailer, dopo 5 minuti di film sai esattamente cosa succederà, esattamente. Ma questo non toglie niente al film che non è basato sulle sorprese. Ma fortunatamente sui personaggi. Certo siamo in casa Disney dove anche le sirenette alla fine vivono felici e contente, quindi come dire i parametri entro cui si muove il film sono quelli canonici della casa americana, ma di sicuro ci sono alcuni messaggi positivi non indifferenti che il film lancia.
In primis, la profonda rivalutazione della vecchiaia, quel diritto negato agli uomini di oggi che in quanto vecchi non sono più produttivi e quindi sono privi di valore. Ci provano con lui,Carl, vecchio arcigno e burbero, ma lui dimostra con un lampo di genio che mescola vecchiaia e ingenua fanciullezza che è tutto fuorché un ferro vecchio. Ed ecco allora la scena meravigliosa (fosse solo per l’effetto cromatco complessivo) in cui vengono lanciati i milioni di palloncini colorati che sollevano la casa facendolo fuggire verso le Cascate Paradiso. Insomma il vecchio è decisamente sveglio e combattivo.
Poi c’è Russell, trovo che sia uno dei personaggi al contempo più dolci e ingenui mai realizzati, è un bambino, ma è proprio un bambino: è invadente, chiacchierone, impacciato, rotondo (i bambini sono tutti rotondi è perfetta l’interpretazione grafica che a mio avviso rispecchia anche un che di psicologico), ma al contempo è sincero, leale, dolcissimo. È un bimbo, che vorrebbe suo padre presente e non ce l’ha presente, che si innamora di tutto quello che vede con la tipica ingenuità di un ragazzino, ed ecco che intervengono gli altri due personaggi.

Fantastici! L’uccello Kevin e il cane Dug. Due splendidi casinari, che hanno il merito di fare capire ai due protagonisti che cosa siano l’uno per l’altro. Questo cane parlante che cerca di essere cattivo, ma è troppo buono, lo si vede dalla faccia. Questo uccello coloratissimo che in alcuni momenti viene fatto muovere esattamente come i raptors di Jurassic Park (il primo). Danno vita a una serie di situazioni comiche veramente spassose. Meravigliosa la contrapposizione cromatica tra Carl che veste abiti dai colori polverosi e poco allegri e Russel vestito tutto di giallo, con una fascia piena di ribbons per le buone azioni compiute.
Quindi il secondo messaggio lanciato è l’amicizia che arriva gratuita non richiesta, persino molesta a volte. Ma arriva. Persino con un uccello che il tuo idolo vuole uccidere e tu invece ti sei impegnato a proteggere con un ragazzino petulante, perché poi il problema è che Kevin è una mamma che sta tornando dai suoi cuccioli.

Il terzo messaggio, quello che mi ha colpito di più, viene lanciato dalla storia che viene narrata in secondo piano, quasi sfocata. La storia d’more tra Carl e la sua defunta moglie Ellie. Una storia di una quotidianità disarmante e consolante. Il loro grande sogno era andare a vivere alle Cascate Paradiso per vivere grandi avventure come il loro eroe di quando erano ragazzini, ma la vita li costringe a restare, a starle davanti e loro lo accettano assieme, affrontando anche grandi dolori. Ecco ammetto che qui cacciare giù le lacrime è stato difficile. Non voglio dire niente più del necessario circa la storia, non voglio rovinare particolari spelndidi, vi dico solo occhio all’album delle avventure di Ellie, è quello il punto di unione tra presente, passato e futuro. Complimenti davvero a quelli della Disney una favola che è un piacere vedere, un piacere fare vedere ai figli, un piacere consigliare agli amici.
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Boh, io l’ho trovato un pò deludente…
Ci sono dei punti dove per mantenere la sospensione dell’incredulità ce ne vuole, tipo questi anzian che vanno a giro col deamblatore e un momento dopo si trasformano in atleti, oppure lui che trasforma dal giorno alla notte la casa in un’aereonave senza che al pubblico venga fornito alcun preavviso al pubblico che possa giustificae questo evento…
Poi vabbeh, il finale alla Dungeons and Dragons mi ha lasciato alquanto perplesso…
si il passaggio “al pomeriggio mi internano, al mattino decollo” è sicuramente una forzatura io mi ero immaginato che lui si facesse i suoi progetti da tempo e decidesse di decollare sfruttando l’occasione.
Sulla casa sono meno secco nel senso che è un palloncino, è la presenza di Ellie con loro, infatti a un certo punto la casa non viene più usata, è solo Ellie che li segue.
Se intendi il duello spada-treppiede io l’ho trovato meraviglioso ed ero piegato in due dal ridere specie quando entrambi alzano le braccia per calare il colpo decisivo e gli si incricca la schiena
uff… niente capitolo di insecta
io devo sapere come fa Isma a diventare cieco, sordo e muto XD e come apparirà dopo l’Ordalia
Eleas: no il finale alla dungeons and dragons è che loro uccidono il tizio e gli fregano tutta la roba
iri: inizia ad accontentarti stanotte di un altro capitolo in cui il protagonista non è ism…
babil: è disney, l’ho detto quindi il lieto fine è obbligatorio anche se difficilmente sostenibile, ma ho apprezzato altri aspetti come dicevo. Quello sicuramente non è uno dei migliori.
PS: iri magari la cecità ecc di ism non è fisica, magari è una condizione spirituale che ne so…
vabbè Isma allora lo tengo in sospeso XD intanto provo con Moshé
nono dovrai attendere a lungo il capitolo 29 torna su di lui
non dovrai attendere a lungo il capitolo 29 torna su di lui
fatti 2 risate con questo inedito di Russell http://www.youtube.com/watch?v=FsOGVDuAIKY&feature=channel
P.S. ma sei come cenerentola… fino a mezzanotte non pubblichi il capitolo? fallo prima altrimenti i tuoi lettori ti trasformano in zucca!
)
Appena visto. Bello quanto WallE, e ricordiamo che non è la Disney a fare questi film ma la Pixar
X-Bye
impo: ma non sono in comunella? Ammetto l’ignoranza in materia di accordi commerciali tra case cinematografiche.
bb: sì è sta attenta che il cocchio ti torna zucca!
PS: impo sì l’ho proprio gradito, ma forse questo s’era intuito
La Pixar fa parte della Disney. In sostanza, la Disney mette i soldi e la Pixar fa i film.
X-Bye
beh quindi diciamo che disney C pixar? e quindi dirà pur bene la sua sui film… no?