Oggi ero a corto di idee…
Description
sì perché sono un attmo in affanno, nel senso che ho da scrivere (non so come e quando) l’ultimo post sulla fede cui tengo molto ma che debbo fare con la dovuta cura e ci vanno almeno un paio di orette, poi svariati capitoli di insecta, che però hanno subito un rallentamento a causa della variante inserita nell’ultimo capitolo “Memorie”. Per cui ero in dubbio su che scrivere. Dando un sguardo al Corriere non mi sono saltate all’occhio notizie eclatanti, sì le solite guerre, bombe, morti niente che colpisca più nessuno ormai. Tanto la morte non esiste.
Poi vado sugli editoriali e ti scopro un simpatico articolo su Fini e il suo “voltafaccia” nei confronti di Silviuccio bello. Insomma si dice in questo pezzo di Panebianco, Fini rmai è destinato a uscire dal PdL presto o tardi, che la toppa regga di più o di meno. E fin qui si potrebbe essere più o meno d’accordo con l’articolista. Nel senso che la manovra di Fini è abbastanza ovvia, direi quasi inevitabile per un essere pensante (bene o male non mi importa in questa sede) quale lui indubbiamente è. Mi sento addirittura di condividere l’analisi che Panebianco fa quando imputa a Silviuccio Lo Stato Sono Io l’errore non aver trattato AN confluita nel PdL e il PdL stesso alla medesima maniera in cui trattò Forza Italia. Si omette di rilevare che Silvio è di fatto ostaggio di Bossi. Quindi il suo spazio di manovra è ridottissimo. In pratica comanda l’Umberto. Ma il problema è che Silvio pensa di comandare ancora e non capisce che Gianfri non ci sta più. Questo perché ha compreso esattamente come stanno le cose. Berlusconi continua a considerare il partito un SUO strumento, in cui si fa quel che LUI dice, in cui NON C’È alcuno spazio per il dialogo, in cui non si può nemmeno pensare che i leader non sia lui. E-RE-SIA, il rogo per chi lo pensa.
Diciamocela tutta a Fini di stare a guardare in eterno non gli va più, ha capito che sta invecchiando e che se vuole provare l’ebbrezza del potere almeno una volta deve correre da solo. E lo farà in un modo o nell’altro.
Ma come dicevo fino a questo punto del pezzo si poteva essere grossomodo d’accordo con chi scrive, quello che mi lascia basito letteralmente è la chiosa finale. Quando dopo aver ventilato un’ipotetica unione con Casini e il centro afferma: “Una scelta e un progetto più che legittimi. Speriamo che non travolgano del tutto il bipolarismo e, con esso, quella periodica alternanza al governo fra forze contrapposte che è stata, pur con tante ombre, la migliore innovazione politica sperimentata dall’Italia nell’ultimo ventennio.”
E mi scatta la carogna.
A me come cittadino l’alternanza ha portato solo e soltanto rogne. Sì certo i partiti che arrivano al potere con una coalizione più coesa reggono i cinque anni cosa che prima accadeva di rado. MA. I ma ci sono e pure belli grossi formali e sostanziali. Il primo formale è quello relativo alle elezioni ormai divenute una burletta, in cui il povero elettore non ha più diritto di dire voto tizio, no deve dire voto Berlusconi o Casini e quelli che loro scelgono per mio conto, il che vuole dire che se i suddetti mettono in Parlamento dei mafiosi (no deputato Savino non sto parlando “solo” di lei) responsabile ne sono io. Un ottimo modo per scaricare sul cittadino la responsabilità delle porcherie perpetrate dal Parlamento. Organo che oltretutto così è del tutto succube di uno dei poteri indicati come indipendenti dalla Costituzione Italiana.
Dal punto di vista pratico fino alla fine degli anni 90 s’è più o meno campato, ma l’incapacità di gestire il passaggio all’euro ha segnato profondamente la società italiana. Io me lo ricordo bene. Arrivavo a fine mese e mi avanzavano i soldi. Con l’introduzione della monetina unica i soldi non bastavano per arrivare a fine del mese e questo mi ha costretto a fare lavori extra. C’è stato un impoverimento sostanziale dei cittadini, che ha reso la vita difficilissima. Ma di questo nè la destra nè la sinistra si sono occupate. Han lasciato mano libera ai prezzi e così quei piranha dei commercianti si sono scatenati. Io ho visto patate a 3€ al chilo, fragole a 12, i giornali sono stati più corretti non potevano trassare più di tanto e hanno limato solo qualche centesimo, ma i caffè che sono passati da novecento lire a novanta centesimi io me li ricordo. E quanto costa oggi un caffè al bar?
In questi meravigliosi venti anni di bipolarismo che ne è stato della politica? È diventata sempre più un minestrone rancido di robaccia scaduta o avanzata ributtata senza troppi complimenti in pentola. Ha sempre più abdicato alla ragione e ai mezzi tipici dell’agire politico (che non sono necessariamente mezzi eccelsi moralmente) per abbandonarsi sempre di più al gossip fino a raggiungere la deriva odierna che è davvero insostenibile. I sinistrati sono esacerbati da Berlusconi non perché lo odino ma perché lo inviadno a morte e vorrebbero a tutti i costi essere al suo posto, a tutti i costi. Lui reagisce allo stesso modo di sempre, a gamba tesa (che la sola cosa che riesce a tendere ormai e credo che la D’Addario lo possa confermare).
Insomma caro Panebianco io questi venti anni di schifo te li sbatterei volentieri sul grugno e paradossalmente dico che i politici della prima repubblica erano persone più competenti. Ladri. Non ci piove, Di Pietro e soci lo hanno ampiamente dimostrato, erano ladri, ma mandavano avanti il paese. Adesso abbiamo solo dei ladri che non mandano avanti niente. La stessa differenza tra un leone e una iena.
Related posts:

