Insecta – aLTRi

13 novembre 2009
By Eleas

AARLL aveva volato quasi senza sosta. Era realmente sfinita. S’era fermata giusto un paio di volte, per bere e per riprendere fiato. Tutta la muscolatura dorsale le doleva, aveva davvero chiesto il massimo alle proprie ali, ma del resto la situazione era tale da richiedere la massima velocità. Era atterrata al centro dello spiazzo che delimitava la zona in cui gli insetti rimanevano durante il CoLLoQuio. Andare da soli era un obbligo, vi era un complesso rituale nell’incontro con gli aLTRi. La sue gente non aveva mai capito appieno cosa fossero, loro del resto avevano mantenuto uno strettissimo riserbo. Gli incontri avvenivano all’interno di aree delimitate rigorosamente. Lo spiazzo era posto davanti a una costruzione di quelle usate un tempo dai SoLoQuaTTRoZaMPe. La costruzione era decisamente imponente. L’aLTRo apriva il portale delal costruzione. E restava avvolto dall’ombra, nascondendo così le sue fattezze. Così l’insetto al centro dello spiazzo e l’aLTRo nell’oscurità dialogavano. Nessuno poteva essere presente. Questa era la tradizione. Lei però era troppo avvezza a certi giochini, avrebbe scommesso la sua ala destra che l’aLTRo non era mai solo. Aveva sempre dei soldati pronti a proteggerlo. Ma di questo mai nessuno aveva avuto la prova certa, erano tutti si dice, ma si sa con certi tipi la prudenza non è mai troppa. Di gente come le locuste non c’è da fidarsi.

Come la tradizione degli incontri tra insetti e aLTRi fosse iniziata era in parte storia, in parte mistero, il resto leggenda. Tutto era avvenuto poco prima che RRRiK proponesse di fare entrare in vigore la TReGua, ci sono addirittura alcuni che suggeriscono che l’idea della TReGua gli venne proprio da uno degli aLTRi. Insomma, RRRiK era una povera mantide senza troppe attese dalla propria vita. Aveva dedicato tutto il suo tempo a due cose, la comprensione delle cose e la lontananza dalle femmine della sua specie, e c’era da capirlo. La società degli insetti a quel tempo di fatto non esisteva, vi erano gruppi più o meno organizzati, più o meno violenti. Era un periodo di barbarie generalizzata. Non avevano niente di nemmeno lontanamente simile al CoNSiGLio DeLLe RaZZe, il nulla. In tutto questo, RRRiK non è che avesse oltretutto un grande ruolo, era un insetto abbastanza solitario, nemmeno troppo ben visto dalla sua gente. Gli insetti si ritrovavano in alcune zone, ritenute inviolabili, per effettuare scambi, alcuni gruppi avevano bisogno di materiali per le tane, altri di cibo, insomma erano luoghi in cui non si combatteva, ma si conviveva. Non vi era alcuna legge scritta, nessuna regola, gli insetti fuori da quei luoghi si massacravano: basti pensare allo sterminio delle termiti, che aveva portato alla loro completa estinzione e alla distruzione, in pratica, delle terribili legioni delle mirmecia, l’ultima leggendaria battaglia venne combattuta nella piana di SWiCK. Quei luoghi di scambio erano utili, anche se nessuno lo diceva: non c’era tempo per riflettere su queste cose, si era troppo impegnati a salvarsi le ali.

Era questo che faceva di RRRiK un insetto differente, aveva sempre osservato con disgusto lo scempio che veniva fatto delle risorse. Legioni sterminate di insetti si massacravano, per poi divorare i resti dei nemici, invece che trovare vittime migliori, o usare la natura rigogliosa. Il suo essere solitario lo aveva portato a riflettere, a porsi delle domande. Ma per quanto egli si sforzasse di trovare risposte e soluzioni non vi riusciva, fino a che un giorno, girovagando, non capitò nello spiazzo in cui adesso si trovava AARLL. Non aveva mai visitato quel luogo, forse nessuno ci passava da secoli, dificile dirlo. Fatto sta che fece un incontro, egli incontrò il primo degli aLTRi. Non come adesso loro facevano, no. Lui lo vide proprio. E qui inizia la leggenda, nel senso che nessuno sa esattamente cosa avvenne tra loro e lui non disse mai a nessuno come fosse fatto un aLTRo, ma solo che di loro c’era da fidarsi. Si sa che a lungo parlarono. E che, giorni dopo, RRRiK si recò di buona lena nei luoghi degli scambi. E, mentre tutti erano intenti ai loro affari, iniziò a parlare a tutti gli insetti a voce alta. Iniziò a far notare loro che se stavano lì, in quel momento, senza scannarsi come dei miseri SoLoQuaTTRoZaMPe, allora lo potevano fare anche altrove.

Si deve essere sinceri, sulle prime questo suo atteggiamento non venne accolto propriamente bene, c’è chi dice che rischiò di essere fatto a pezzi. Ma l’incontro con l’aLTRo aveva cambiato in lui qualcosa, aveva fatto scattare un istinto e una volontà nuovi. Ritornò giorno dopo giorno ai luoghi dello scambio. A poco a poco, la voce di questa strana mantide mezza pazza iniziò a spargersi. E finì che alcuni dei capi militari decisero di vederlo. Una volta vennero le formiche, l’altra i pungigliati, un’altra ancora locuste e affini, poi mosche, succhiasangue, insomma poco a poco tutti vennero a conoscerlo. E probabilmente iniziarono pure a riflettere su quanto egli diceva. Fino a che, un giorno, egli non li convocò tutti assieme, ormai si fidavano di lui, ne avevano stima. Aveva iniziato a insinuare dentro di loro il dubbio che quanto stava dicendo non fosse del tutto campato per aria. Ma le resistenze erano ancora molte. Alcuni capi militari gli giurarono che lo avrebbero ucciso. Che di lui nessuno più si sarebbe ricordato. Egli riflettè su quella minaccia, ebbe paura. Tornò a parlare con il primo aLTRo che gli insetti conobbero. Gli espose i suoi timori, in fondo si era tenuto lontano dalle femmine per non morire, rimetterci la vita adesso gli sarebbe parsa una vera idiozia. Fu a quel punto che l’aLTRo gli fece la promessa che non sarebbe mai stato solo, che qualcuno avrebbe sempre vegliato su di lui giorno e notte. Parole misteriose, che facevano intendere che gli aLTRi erano ovunque, erano esseri straordinari, capaci di essere presenti senza essere visti.

Quel colloquio lo rassicurò e lui riprese a parlare in pubblico. Un giorno, uno dei capi militari che aveva preso ad avere stima di lui, un crabro di nome VLLLB, gli chiese se avrebbe continuato a parlare o avrebbe pur fatto qualcosa. Egli senza quasi pensarci diede appuntamento a lui e a quanti degli altri capi avessero voluto, nello spiazzo degli aLTRi, di lì a venti giorni. Se tutti loro fossero venuti, avrebbero discusso. Ma dovevano venire solo i capi, senza scorte, senza legioni. La voce di quell’invito incredibile iniziò a circolare veloce tra gli insetti, parecchi si rifiutarono di andare. Ma alcuni vennero incuriositi da quel fatto sensazionale, da quell’incontro che avevano preso a sentire come straordinario, fuori della norma. Fu così che la notte convenuta su quel terreno si presentarono un discreto numero di capi guerrieri, pungolati dalla provocazione di RRRiK. Soli. Lui giunse quando le tensioni iniziavano a farsi sentire. E li riprese duramente. Gli disse che in quel posto, che era sacro, egli aveva incontrato un essere straordinario, un aLTRo, qualcosa che non era insetto, ma che comprendeva gli insetti. Disse loro che avrebbero dovuto iniziare a prendere in considerazione di unirsi, di rendere permanente e totale la pace che regnava nei luoghi degli scambi. Disse loro che i fini delle singole razze non potevano prevalere sull’interesse degli insetti in generale.

Quella fu la prima vera riunione del primo CoNSiGLio delle RaZZe, il pensiero di trovarsi su quel suolo sacro le fece provare una scossa di adrenalina, la qual cosa le ridonò un po’ del vigore andato perduto durante il lungo ed estenuante volo dall’aLVeaRe a lì. Quella prima riunione, però, non portò a risultati immediati. RRRiK e gli altri capi decisero di rivedersi, di intraprendere assieme quella strada, senza sapere esattamente dove avrebbe condotto. Presero a vedersi una volta ogni venti giorni. Nel frattempo la guerra proseguiva, ma i vari clan che si riunivano con RRRiK, nei giorni tra gli incontri non si combattevano tra loro, atteggiamento che destò profonda meraviglia e scandalo. Vespe e formiche che parlavano invece che cobattersi? Alcuni degli altri capi erano sconcertati e in taluni casi scoppiarono delle faide interne. Non fu un periodo semplice, alcuni del vice colsero l’occasione per fare fuori condottieri ritenuti improvvisamente molli e pavidi. Ma questi traditori vennero molto presto eliminati e chi li sostituì ritornò, dopo magari un periodo di assenza, nello spiazzo degli aLTRi allo scadere del ventesimo giorno per discutere con RRRiK.

Nacque così l’aLVeaRe, per questo motivo il luogo su cui stava adesso AARLL era ritenuto da tutti gli insetti il più sacro dei luoghi esistenti. Ma quanto sarebbe durata? Il pensiero del consigliere fu inevitabile, il ricordo andò a SaHa delle locuste, al loro numero enorme e alla difficoltà che incontravano nel nutrire quell’enorme massa di individui. In più la sconfitta militare patita da SRRRK a tutto vantaggio dei SoLoQuaTTRoZaMPe era un altro motivo di preoccupazione. E poi ancora, perché questi erano così interessati ai LuoGHi PRoiBiTi? Erano tutte domande che avrebbe rivolto a colui che sarebbe venuto a incontrarla. Funzionava sempre così, uno dei membri del consiglio si recava al LuoGo SaCRo e attendeva, gli aLTRi sarebbero arrivati, subito o dopo del tempo, ma sarebbero arrivati. Per tradizione il tempo di attesa veniva ritenuto da tutti un periodo di riflessione personale che gli aLTRi donavano affinché tutto fosse chiaro nella mente del questuante. Ma lei di tempo non sapeva quanto il destino gliene avrebbe concesso. La sola idea le fece aumentare il mal d’antenne, se le lisciò con una delle zampe anteriori, un gesto che tradiva il suo stato emotivo. Un polistes non si liscia mai le antenne in pubblico o, comunque, quando può essere visto. Era considerato un gesto di debolezza. Ma lei in quei momenti si sentiva proprio debole. Per servire il suo popolo non aveva avuto la possibilità di avere delle amicizie, era rimasta sola, SSALL l’aiutava certo, era un ottimo vice consigliere, ma non era certo uno con cui lei avrebbe pensato di confidarsi o cui raccontare le enormi pressioni cui erano tutti sottoposti. A lui arrivava tutto filtrato dalla sua presenza. Chissà come se la sarebbe cavata adesso che lei era lontana. Sperò che SaHa non tentasse colpi bassi, SSALL era valente, ma restava pur sempre un progenerale, il suo cuore pulsava per le legioni di polistes, ordinate e disciplinate, non certo per gli intrichi politici, nonostante non fosse certo uno sciocco. Sperò che tutto filasse per il meglio.

Doveva anche rifletere bene su come impostare il discorso con l’aLTRo, loro non si immischiavano direttamente nelle vicende del mondo, vivevano una loro vita segreta, ascoltavano tutto, sapevano tutto, ma non intervenivano mai, almeno non direttamente. Era una politica abbastanza esperta da sapere che molto spesso l’azione non è diretta, ma per interposta persona. Doveva comprendere la loro opinione circa la TReGua, capire in maniera chiara cosa sarebbe stato opportuno fare, se erano a conoscenza di riserve di cibo, che avrebbero potuto sanare la situazione interna. Se, ad esempio, fossero riusciti ad arrivare alla tana dei SoLoQuaTTroZaMPe allora avrebbero avuto una notevole scorta, ma quei dannati sapevano come nascondersi. Cosa avrebbe dovuto fare con la prima legione schierata a guardia dei LuoGHi? Entrare non appariva un’opzione praticabile, il crabro di SRRRK le aveva raccontato che avvicinarsi era impossibile, iniziava a girare la testa, si perdeva il controllo delle ali e si finiva inesorabilmente per crollare a terra. I luoghi erano protetti contro di loro, ma non contro i SoLoQuaTTroZaMPe, perché? Le sembrava assurdo, quelle piccole creature insignificanti. Non le erano mai piaciuti, li riteneva esseri inferiori, degni solo di essere usati come cibo; tuttavia, avevano sconfitto SRRRK, uno dei combattenti più valorosi dell’aLVeaRe, uno il cui coraggio e la cui competenza militare erano noti e indiscussi. Come ci erano riusciti? Quel pensiero le dava il tormento. Ma a poco a poco la stanchezza prese il sopravvento, AARLL scivolò nel sonno.

Vide RRRiK, vecchio incanutito, la pelle non più verde, ma bianca, che cadeva a brandelli. Lui la guardò e le disse

p e r c h è d i v i d i l e r a z z e

Il suo cuore ebbe un tuffo, iniziò a rispondere che per lei la TReGua era tutto, che non avrebbe mai fatto una cosa del genere, in quel momento però RRRiK scomparve e AARLL si ritrovò nel mezzo di una enorme battaglia, insetti che si divoravano l’un l’altro, uno spettacolo ributtante. Gridò con tutto il fiato che aveva di smetterla, ma la piana nella quale avveniva il massacro era enorme e lei così piccola.

Fu così che si svegliò di soprassalto, le antenne si muovevano nervosamente sondando l’aria, avvertì una presenza, si voltò e vide che il portone era aperto, il CoLLoQuio aveva dunque inizio. Quanto aveva dormito? Difficile a dirsi, ma si sentiva più stanca di prima, questo era certo. Non era sicuramente nelle migliori condizioni.

- AARLL FiGLia Di MMESS CoSa Ti CoNDuCe aL SaCRo LuoGo?

SaLuTe a Voi SoMMo CeRCo CoNSiGLio PeR GRaVi QueSTioNi

- aLLoRa PaRLa, AARLL Dei PoLiSTeS.

Si TRaTTa DeLLa TReGua Mio SiGNoRe è iN PeRiCoLo

- La TReGua NoN Può eSSeRe iN PeRiCoLo, AARLL.

SoMMo Le CoNDiZioNi aLL’aLVeaRe SoNo SeRie iL CiBo SCaRSeGGia TeMo CHe PReSTo Le LoCuSTe PoSSaNo iNFRaNGeRE iL PaTTo

- La TReGua NoN Può eSSeRe iN PeRiCoLo, AARLL.

NoN CoMPReNDo Le VoSTRe PaRoLe SoMMo

- SoLo i ViVi SoNo iN PeRiCoLo: La TReGua NoN è Mai STaTa ViVa, Ma SoLo uNo STRuMeNTo NeLLe MaNi DeLLe RaZZe.

iNTeNDeTe DiRe CHe aDeSSo QueLLo STRuMeNTo NoN è Più aDeGuaTo

- DiMMeLo Tu, AARLL, QuaL’è La SiTuaZioNe DeLLa Tua CaSa?

TRaGiCa La FaMe è oVuNQue

- VeDi?

Le VoSTRe PaRoLe Mi SCoNCeRTaNo

- aNCHe RRiK Lo eRa iNiZiaLMeNTe, Poi PeRò CaPì e io CoNFiDo CHe Tu Sia aLLa Sua aLTeZZa.

RiPoNeTe iN Me uNa FiDuCia CHe NoN CReDo Di MeRiTaRe

- SaRaNNo i FaTTi a DiMoSTRaRe TuTTo, Mia CaRa.

i FaTTi NoN CoMPReNDo CoSa iNTeNDiaTe

Quasi potè avvertire il sorriso dell’aLTRo, la stava trattando come una larva, era oscuro, misterioso, irritante.

- NoN FaRe VaCiLLaRe La Tua FeDe iN Noi SoLo PeRCHé NoN CaPiSCi AARLL, FiGLia Di MMESS Dei PoLiSTeS.

No io NoN

- iL DuBBio SCaVa CoMe uNa FoRMiCa, e io lo VeDo iN Te SCaVaRe CoMe SCaVaVa iN RRRiK. eCCoLi CHe aRRiVaNo AARLL i FaTTi.

CoSa

Fu allora che sentì il ronzìo, dietro di lei erano apparsi alcuni polistes, violando la regola del CoLLoQuio. Sentì che il suo umore peggiorava istantaneamente, ma qualcosa doveva essere accaduto perché SSALL le mettesse alle costole uno squadrone di soldati. Quando parlò la sua voce fu imperiosa e severa.

CoMe oSaTe VioLaRe La ReGoLa DeL CoLLoQuio QuaLiFiCaTeVi

PRoCaPiTaNo EEASS Del DueMiLLeSiMo GRuPPo D’aSSaLTo

SPeRo aBBiaTe uNa SCuSa Più CHe VaLiDa PeR aVeR iNFRaNTo La SaCRaLiTà Di QueSTo LuoGo

Mia SiGNoRa ReCHiaMo NoTiZie GRaVi e TRiSTi SiaMo STaTi iNViaTi Da TuTTi i PuNGiGLiaTi SuPeRioRi

Fu un colpo, una riunione dei PuNGiGLiaTi extra consiglio era di una rarità che sfiorava l’unicità, doveva essere accaduto qualcosa di davvero serio; osservò i soldati, circa una mezza dozzina volava in ordine misto lì attorno allo spiazzo, ma senza mai guardarla, le davano, per quanto possibile dalle manovre che erano di evidente copertura, le spalle. Un evidente segno di rispetto per quanto stava avvenendo lì e al contempo di evidente preoccupazione. Era un gruppo d’assalto, quindi erano almeno una quindicina, il che significava che li attorno stavano ronzando come dei pazzi altri otto polistes disegnando cerchi concentrici e in senso inverso un rispetto al precendente, in modo da coprire meglio il territorio circostante e avvisare immediatamente in caso di pericolo. Tattiche che lei conosceva alla perfezione. Il procapitano le ronzava vicino, ma senza toccare il suolo.

PaRLa EEASS

iL CoNSiGLieRe SuPReMo QQQiK è STaTo aSSaSSiNaTo Mia SiGNoRa

C CoSa

SoNo CoSTeRNaTo Di ReCaRTi io La NoTiZia

CHi Ha oSaTo TaNTo

Mia SiGNoRa iL CoNSiGLieRe SaHa aFFeRMa CHe Sei Tu La ReSPoNSaBiLe

CoMe – lo sgegno era tale che la voce le tremò.

QuaNDo SiaMo DeCoLLaTi STaVa PeR aVeRe LuoGo uNa RiuNioNe Di eMeRGeNZa DeL CoNSiGLio

SSALL CoSa iNTeNDe FaRe

DiFeNDeRe iL VoSTRo oPeRaTo iN CoNSiGLio Di PeRSoNa e La VoSTRa ViTa CoN iL NoSTRo aiuTo

QQQiK assassinato, la tregua di fatto infranta, non poteva essere stato altri che SaHa, il solo che ne aveva l’interesse, tutte quelle notizie erano a tragiche. Le tornarono in mente le parole dell’aLTRo, SaRaNNo i FaTTi a DiMoSTRaRe TuTTo. Aveva fatto male a offrirsi volontaria per quella missione? Adesso cosa sarebbe successo se SaHa l’avesse fatta dichiarare colpevole, poteva scatenarsi una guerra, se SSALL non avesse agito con la massima cautela. L’aLVeaRe era a rischio. O forse si stava preoccupando inutilmente? Doveva ragionare, maledizione. Se lo scopo delle locuste era infrangere la TReGua facendo ricadere la colpa sui polistes, era solo lo scopo di facciata, le locuste avevano fame, lo scopo era sicuramente dare il via a un massacro generale, adesso si era sull’orlo di una guerra.

Ti RiNGRaZio PeR La SoLeRZia PRoCaPiTaNo EEASS aDeSSo Ti PReGo Di aVeRe La CoRTeSia Di LaSCiaRMi TeRMiNaRe iL Mio CoLLoQuio

Sì Mia SiGNoRa RaGGiuNGo i Miei SoLDaTi

ReSTaTe Di GuaRDia iMMaGiNo CHe aBBiaTe VoLaTo TeMeNDo uN aTTaCCo Di LoCuSTe

Sì SiGNoRa

Detto questo EEASS si riunì ai suoi combattenti, che volavano nervosamente e comunicando tra loro attraverso movimenti precisi. Per ora tutto era sicuro.

SoMMo Sei aNCoRa CoN Me

- Sì Mia CaRa Ci SoNo, CoMe VeDi i FaTTi Ti HaNNo RaGGiuNTa.

Lo SaPeVi

- CeRTaMeNTe AARLL, Se NoN SaPeSSi CeRTe CoSe CoMe PoTRei DaRTi CoNSiGLio?

Mi VeRReBBe Da RiDeRe Se La SiTuaZioNe NoN FoSSe CoSì TRaGiCa

- SuVVia, NeSSuNo Ti iMPeDiSCe Di FaRTi uNa RiSaTa.

L’aLVeaRe è FiNiTo VeRo

- Le eSPeRieNZe a VoLTe TeRMiNaNo AARLL, CReDo CHe L’uNiTà CHe Vi Ha SaLVaTi DaLLa RoViNa, oRMai FoSSe DiVeNuTa uNa RoViNa PeR Voi.

CoSa DoVReMo FaRe aDeSSo

- DeVi PRePaRaRTi Mia CaRa, La Tua STRaDa Si STa PeR FaRe MoLTo CoMPLeSSa, DoVRai eSSeRe PRoNTa a VoLaRe Su VeNTi CHe NoN aVReSTi Mai SoSPeTTaTo Di PoTeR SoLCaRe.

AARLL chinò il capo riflettendo, tutti i suoi sensi erano acuiti e la mente cercava di intuire dove l’avrebbero condotta le parole dell’aLTRo, tentava disperatamente di provare a immaginare a che prontezza l’aLTRo potesse fare riferimento. Si richiuse su se stessa e lui la lasciò lì a riflettere, osservandola dall’ombra, nel centro dello spiazzo con sette polistes in condizione di allarme che la sorvegliavano. EEASS non osò disturbarla, ogni tanto vedeva uno dei soldati scendere a terra per riposare, evidentemente avevano volato senza sosta e a ritmi sostenuti. Il tempo passò e lei si perse nei suoi pensieri. Il nucleo del problema era, adesso, se continuare a fidarsi dell’aLTRo, oppure no. Chi erano in fondo, cosa volevano da loro? Sapevano tutto in anticipo, ma condividevano le informazioni solo in determinati momenti, solo se uno di loro li andava a interpellare. Perché? Non sarebbe stato molto meglio se fossero intervenuti nel momento in cui avessero veduto un pericolo? Dannazione! Se lo avessero fatto, li avrebbero trattati come esseri incapaci di gestirsi, ma adesso avendoli lasciati liberi, li avevano condannati alla guerra fratricida. Da un lato comprendeva le ragioni non dette di quegli esseri misteriosi, dall’altra il fatto stesso la riempiva di sdegno. Fu a quel punto che si udì un grido di allarme.

Immediatamente, alzò il capo e vide che l’attività del duemillesimo gruppo d’assalto era diventata frenetica. era trascorsa qualche ora probabilmente. Vide il procapitano avvicinarsi a lei, sempre senza toccare il suolo.

Mia SiGNoRa uNa FoRMaZioNe Di PoLiSTeS MoLTo NuMeRoSa

QuaNTi

aLL’iNCiRCa uNa CiNQuaNTiNa

CHe aLTRo è SuCCeSSo

Lo SCoPRiReMo PReSTo TeMo SaRaNNo Qui iN NoN Più Di DieCi MiNuTi STaNNo VoLaNDo CoMe Dei FoLLi a VeLoCiTà aSSuRDa DoVRaNNo aTTeRRaRe Mia SiGNoRa

CaPiSCo

Attesero quei dieci, lunghissimi, minuti voltati in direzione del numeroso gruppo di volo; AARLL sentiva lo sguardo dell’aLTRo puntato su di lei. Non fu poco lo stupore quando lo sciame arrivò bene in vista e lei riconobbe al suo comando nientemeno che SSALL in persona. Notò anche che il gruppo non atterrò, nonostante l’evidente sforzo compiuto.

Mia SiGNoRa PeRDoNa Se PioMBo Qui Ma La SiTuaZioNe è PReCiPiTaTa

SaHa – iniziò AARLL, ma venne immediatamente interrotta dal suo vice.

SaHa è MoRTo AARLL TuTTa QueSTa MaNoVRa PoLiTiCa è STaTa aRCHiTeTTaTa Da MUR DeLLe FoRMiCHe

CoSa – AARLL balzò in volo portandosi faccia a faccia con SSALL.

Sì Ma NoN è TuTTo

PaRLa CHe Ne è DeL PoPoLo

DuRaNTe La RiuNioNe Dei PuNGiGLiaTi SuPeRioRi i BoMBi HaNNo aRGuTaMeNTe FaTTo NoTaRe CHe L’aLVeaRe eRa FiNiTo aNCHe Se Noi aCCuSaVaMo SaHa Di TuTTo

QuiNDi

QuiNDi aBBiaMo FaTTo DeCoLLaRe TuTTi i PuNGiGLiaTi PoNeNDoLi iN SaLVo Su NeL NoRD Ma La SiTuaZioNe è Più GRaVe AARLL MUR è uN PaZZo

Su QueSTo NoN FaRò oBieZioNi

Ha PeR LuNGo TeMPo PeNSaTo a QueSTo PiaNo e PeR MeTTeRLo iN aTTo Ha RiCReaTo Le LeGioNi Di MiRMeCia

No DiMMi CHe NoN è VeRo

Mi DiSPiaCe QueLLo Che VeDi Qui è QuaNTo ReSTa DeLLa SeCoNDa PoLiSTeS iL CoNSiGLio è STaTo STeRMiNaTo

BaSTa Ti PReGo

Le RaZZe SoNo STaTe MaSSaCRaTe Le MiRMeCia HaNNo DeVaSTaTo TuTTo e STaNNo DiRiGeNDo Qui Le aBBiaMo ViSTe DuRaNTe iL VoLo SoNo Più LeNTe Ma NoN TRoPPo NoN aBBiaMo MoLTo TeMPo Mia SiGNoRa

Sei STaTo SaGGio SSALL Se iL PoPoLo è SaLVo Lo DeVe a Te

è STaTo uN PuRo CaSo

La PRiMa PoLiSTeS SaRà PReSTo SoTTo aTTaCCo VaNNo aVViSaTi

Sì Mia SiGNoRa

CHi GuiDa iL PoPoLo

iiaNS DeLLe aPi AARLL

BeNe è uN’aPe aSTuTa e SaGGia

AARLL cercò di riflettere, lui era ancora lì, nell’ombra, a osservarla. A studiare come avrebbe reagito. Non aveva affatto tempo, il ronzare constante dei polistes attorno a lei in costante stato di allerta la disturbava e le dava ansia. Dovevano dividersi, si doveva avvisare la prima legione del pericolo incombente.

EEASS – comandò di colpo – Tu e i Tuoi aNDaTe iMMeDiaTaMeNTe ai LuoGHi PRoiBiTi e aVViSaTe iL PRoGeNeRaLe DeLLa PRiMa LeGioNe DeL PeRiCoLo

Si SiGNoRa – la vespa impartì pochi secchi ordini e i quindici veterani si staccarono dal gruppo.

SSALL CHi è L’uFFiCiaLe iN CoMaNDo TRa i SuPeRSTiTi DeLLa SeCoNDa

è L’aRKiTeNeNTe LLICC uNa FeMMiNa DeCiSaMeNTe aLL’aLTeZZa DiCoNo aBBia uCCiSo Da SoLa uNa MirMeCia

BeNe DiLLe Di ToRNaRe CoN TuTTi GLi aLTRi Da iiaNS e CHe ReSiSTa FiNo a CHe NoN aVRà NoSTRe NoTiZie

e CHi GLieLe PoRTeRà

Tu a Suo TeMPo

aLLaRMe MiRMeCia SoNo DaPPeRTuTTo – urlò una sentinella.

PRoCeDi SSALL

Aveva pochi istanti tornò a terra e si avicinò con passo esitante al portone della costruzione.

VeRRò Su VeNTi iGNoTi SoMMo

- SaPeVo CHe NoN Mi aVReSTi DeLuSo STai aGeNDo PeR iL MeGLio. CHiaMa iL Tuo ViCe iL ViaGGio CHe Ci aTTeNDe è LuNGo.

Quando AARLL si voltò per chiamare SSALL vide accadere tutto rapidamente, le mirmecia apparvero ovunque. L’aRKiTeNeNTe LLICC non perse tempo e ordinò al suo gruppo di volare via, avendo ricevuto i suoi ordini. SSALL si precipitò verso di lei, volando velocissimo. Quando fu giunto, l’aLTRo uscì dall’ombra rivelandosi loro. Non vi era tempo di dire o fare niente, le mirmecia erano a poche decine di metri da loro ormai. L’essere si limitò a guardarli con un mezzo sorrisetto notando quanto fossero rimasti turbati e sconvolti da quella vista: AARLL identificò quella risata con un compiacimento per l’effetto scenico della sua entrata; disse semplicemente.

- STaTeMi DieTRo Se Ci RiuSCiTe.

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