Insecta – La voce

17 ottobre 2009
By Eleas

Erano passati quanti giorni? Sei, sette? Non avrebbe saputo dirlo. Avevano iniziato a organizzarsi. Dovevano trovare innanzi tutto il modo per uscire senza essere visti dai calabroni o da loro eventuali amichetti. Carl dopo essersi arrogato il ruolo di capo, aveva distribuito i compiti. A lei era toccato quello più interessante probabilmente, doveva ordinare i documenti cartacei ancora comprensibili e cercare di costruire una specie di storia di quello che era avvenuto lì. Carl e Jess dal canto loro stavano esplorando i cunicoli di quel luogo: lo scopo era tracciarne una mappa decente. Jorum, invece, aveva il compito di cavare qualcosa dalle apparecchiature antiche, posto che fossero ancora in grado di funzionare.

Per quanto la riguardava il lavoro procedeva piuttosto a rilento. Vi erano un fottìo di parole che non capiva, quel modo di scrivere era molto strano, probabilmente un gergo tecnico del quale dopo centinaia di anni si erano perduti i significati e in alcuni casi le scritte erano corredate da strani disegni di esagoni che non avevano alcun senso per lei. Non aveva idea di cosa fosse il genoma, o un sequenziatore di DNA, ma era riuscita in qualche modo a comprendere che all’incirca dopo cinquant’anni da quel brevetto del 2002 (anche qui non sapeva cosa fosse un brevetto o perché lo si dovesse depositare) cui si riferiva il secondo documento che avevano trovato, gli insetti avevano mostrato in alcune zone della terra notevoli mutazioni. Erano divenuti più grossi, più resistenti ai veleni (almeno credette che pesticidi volesse dire veleno) ed erano in generale più aggressivi. La situazione divenne in breve tempo difficile da sostenere. Aveva trovato spezzoni di racconti di episodi, ma alcuni erano troppo frammentati, aveva solo capito alcune parole tipo immane disastro, ma quale fosse non avrebbe potuto dirlo. Non vi erano nemmeno riferimenti geografici che potessero fare intuire qualcosa di più. Un’altro documento parlava di qualcosa di geneticamente modificato, di effetti collaterali non considerati, di nuovo di mutazioni al genoma.

Insomma qualcosa tra il 2002 e il 2050 circa aveva contribuito a creare il primo gruppo di grossi insetti. Venne allora creato il CRIM, Centro Ricerca sugli Insetti Mutati. Era questo il nome del luogo in cui si trovavano adesso. Alcuni scienziati lo vollero costruire a enormi profondità proprio per tenerlo al riparo da ciò che stava studiando. Fu scavato nel cuore della montagna e protetto da una specie di muro che gli insetti non potevano superare. Il termine esatto era barriera ultrasonica. Però stranamente non avevano udito alcun rumore nelle caverne. Dovevano quindi temere che la barriera ultrasonica non fosse più funzionante e quindi era più sicuro muoversi sempre armati e in coppia. Avrebbero potuto far breccia in qualsiasi momento.

Il CRIM si sviluppava in svariati livelli sotterranei, contava numerosi laboratori per gli esperimenti. Nei fogli del misterioso scienziato ribelle non vi erano indicazioni precise di quanto avrebbe potuto essere vasto quel luogo. Certo piccolo non era, nei primi due giorni avevano deciso che la priorità numero uno fosse cercare e trovare del cibo. C’era da dire che erano partiti convinti che non avrebbero potuto fare un granché, restarono molto sorpresi invece quando la solita voce li avvisò che la stanza in cui erano entrati era la sala mensa, una sala abbastanza polverosa in cui facevano mostra di sè alcuni, pochi a dire il vero, tavolini superstiti. Avevano una forma rotonda ed erano sostenuti da una sola, spessa, gamba centrale metallica. “Benvenuti in sala mensa” annunciò atona, poi soggiunse “Le vostre bevande proteiche verranno servite al tavolo due“. Si erano guardati quasi con la voglia di prendere in giro quella antica voce, invece rimasero di stucco quando uno dei tavolini si aprì per fare salire, come se dentro ci fosse una qualche carrucola, alcuni bicchieri contenenti uno strano pappone. Lo avevano osservato con molto scetticismo.

- Possibile che del cibo possa essersi mantenuto per secoli? – fece Carl.

- Non saprei – gli rispose Jess – però se avessero conosciuto il modo per preservare la roba e se magari il contenitore del cibo non è stato danneggiato negli scontri…

- Sì potrebbe essere, sentiamo un po’ che cosa ci ha preparato la voce – e così dicendo prese uno dei bicchieroni dando una rapida annusata – L’odore è decente, ho mangiato roba che puzzava di più.

- Resta da capire se questa è ancora commestibile o se moriremo tutti avvelenati.

- C…C….c’è u..uuu…nn s…ssssooo… lo mmmmmmmm…odo p… p… per saaaaa…perlo

- No un momento – li interruppe Rachel a quel punto – se anche solo uno di noi si ingozza con questa brodaglia potrebbe morire.

- Eppure dobbiamo tentare qualcosa, non abbiamo cibo a sufficenza per più di cinque giorni, razionandolo al massimo. Non siamo nemmeno riusciti a recuperare molte razioni dai compagni uccisi, era rimasto ben poco pure degli zaini. Assaggerò io un po’ di questa roba e se non crepo ne prenderò ancora un po’. E decideremo il da farsi.

Detto fatto. Con un dito Jess raccolse un po’ di quella poltiglia, che stava a metà tra solido e liquido, e se la cacciò in bocca. Gli altri non ebbero tempo per interloquire e lo fissarono esterrefatti trattenendo il fiato. Probabilmente si attendevano di vederlo crepare tra atroci tormenti, invece si limitò a dire.

- Non male, ha un vago sapore di cane. Aspettiamo un po’ e se non muoio direi che possiamo mangiare tutti.

E così avevano fatto. Jess non era morto e il cibo si era rivelato decisamente nutriente, poco invitante di sicuro, ma li stava tenendo in vita e dando loro le energie che servivano per eseguire i loro compiti. Avevano deciso di usarlo tenendo il loro per il viaggio di ritorno. Così ognuno era tornato ai suoi compiti. Leggendo di quanto accaduto secoli addietro Rachel non poteva non chiedersi cosa fosse la sbobba che si stavano ficcando in pancia e che effetti avrebbe avuto su di loro. Ogni tanto si controllava il corpo per essere sicura di non essere sul punto di trasformarsi in un insetto. Per il momento non era accaduto. Le esplorazioni di Jess e Carl avevano portato alla scoperta di un notevole numero di livelli inferiori a quello in cui si trovavano. In alcuni le devastazioni erano state talmente rilevanti che i due non poterono entrare.

La ricostruzione della storia dello scienziato metteva bene in luce come all’epoca in cui si erano svolti quei fatti nessuno aveva compreso la portata del problema. In uno dei fogli aveva trovato scritto “continuano a portarci insetti sempre più grandi, i casi si stanno moltiplicando ovunque. La loro intelligenza è palese, insidiosa perché celata da un aspetto orrendo che li fa solo sembrare dei mostri. Questo porta gli scienziati a liquidarli come un banale mutamento nelle dimensioni degli insetti, ritengono di dover risolvere il problema solo con il veleno. Ma incontrano sempre maggiori difficoltà. Per questo i militari stanno intervenendo e hanno istituito il Gruppo di Ricerca Genetica. Nessuno parla dei loro compiti, ma io credo di averli intuiti, stanno usando la sola cosa che possa uccidere un ins…“, poi si interrompeva, come molto spesso accadeva a quei fogli.

- Carl, Jess dobbiamo trovare il posto in cui lavoravano quelli del GRG – disse ai due mentre raccontava loro quell’ennesima scoperta.

- Si credo anche io che potrebbe essere importante, ma prima di fare qualsiasi cosa una volta trovato questo GRG dobbiamo cercare di avere un’idea di cosa stessero inventando la dentro.

- siamo solo in quattro  – confermò Jess – non vorrei trovarmi davanti a situazioni non gestibili.

Furono tutti d’accordo, tutti loro tre. Non chiedevano quasi mai opinioni a Jorum, quasi fosse un completo imbecille. Ma Rachel lo stava ad osservare molto attentamente, il ragazzo armeggiava attorno a quelle strane cose con le lettere incise su. Lettere che andavano su e giù se ci si poggiava un dito su, ma che non facevano succedere mai niente. Le finestre scure restavano irrimediabilmente tali. Jorum aveva dovuto escludere alcuni strumenti in quanto evidentemente danneggiati. Ma alcuni parevano in buone condizioni. Era stanca di leggere quei fogli e decise che forse era il caso di capire a che punto fosse arrivato il compagno.

- Cosa credi che siano Jorum?

- Nnnn… on ne sssso…nnn…o ssssss… icuro, ma ccc… redo che ssss… iano cose utili per comunicare ccc….on qq… qqquaaaal…. ccc…uno o qqq…qqq…

- Qualcosa? – terminò Rachel per lui – Per via delle lettere?

- AA… nche. CC… he sss… ensss… o aaavvv….re…bbero avvv… uto a…ltrim…enti? Iiiil tuo aaaa… mico sssscccc… else di uuu…sare la cccc… arta aaaa… pposta.

- Sì è vero era nel primo foglio, decise di scrivere su carta apposta, quindi forse queste scatole servivano agli scienziati per comunicare i loro risultati ai loro capi.

- PPPP… robabile.

- Beh, ma allora il mio amico avrebbe potuto banalmente non comunicare nulla, no?

- No! IIIII…mmagina ssss… e nnn… on avessss… e pppp…rodotto ri… ri… ri…sultati. SSSSarebbe stato ssoo… soo… spetto. Io credo che nnneeee diede di ffff… alsi.

- Ma così facndo avrebbe potuto far compiere scelte errate ai suoi capi, cazzo, sarebbe stato un rischio assurdo.

- Fffforse nnn… oon era uuuno sssss… ssss…tinco di sss… anto mmmm…anco lui.

- Forse – dovette ammettere Rachel. – Ma fatico a crederlo. A meno che non avesse compiti minori.

- Nnn… on ssssss… aprei dirlo, mmma uuuna cc… cosa la so. Quuuu…esti c… osi sss… icurammmm… ente sc… sc… rivevano qu…elllo c…c…che dicevi, ecc…

- Ecco perché il mio amico scrisse su carta. Ma allora perché non si riesce a farli funzionare?

Jorum scosse il capo. Le mostrò un filo uscire da una sorta di scatola, cercarono assieme di capirne la funzione ma senza alcun risultato.

- Non capisco, appena siamo caduti qui dentro la voce è intervenuta, ma perché adesso non ci può aiutare?

- Fffff… orse è uuuu… n ssss… ssssistema di siiiiii… curezza.

- Si forse, ed è rimasto attivo per tutto questo tempo… – Rachel si guardò attorno quasi meravigliata da quella specie di magia. – Chissà come?

- A… a… avrà u… u… una ffooooo… rma dddi cc… c…combustibile.

- Forse è esaurito. Secondo me dobbiamo farci aiutare dalla voce. Ma come? Dobbiamo attirare la sua attenzione e farla parlare a comando, posto che sia possibile.

Le piaceva stare con Jorum, era un bravo ragazzo, meglio che stare con quei due rompiballe di Carl e Jess, uno pieno di sè e l’altro totalmente incapace. Guardò in alto, come se potesse così guardare in faccia la voce e iniziò a chiamare.

- Voce! – attese qualche secondo, non successe niente, allora riprovò – Aiuto! – ancora niente – Insetti! – come prima – Cibo! – Nulla.

- Uuuu…n aa…ttimo Rachel… cossssss…ì non può andddd… are.

- Non capisco a volte fa da sola. Perché dici che così non va bene?

- È oooo… vvio, sss…e tu d..d… dicessi c…ibo e lei tutt… e le vvv… vvv… olte p…p…ppparlasse, imm… mmmag…

- Capisco, immagina il casino che ci sarebbe stato qui a quel tempo. Serve una parola combinata a un’altra per attivarla, forse.

- Sì.

- Proviamo, Voce! Aiuto!  – niente – Voce! Cibo! – nulla.

Andarono avanti ancora per un bel pezzo a combinare vocaboli, un po’ a casaccio un po’ seguendo una logica che andava bene per il loro tempo ma che evidentemente non era tale quattro secoli prima. Erano esausti e un po’ frustrati. Avevano passato almeno tre o quattro ore a dire parole ad alta voce. Fu quasi per disperazione che a Rachel uscì un:

- CRIM! Cibo!

- Potete trovare la sala mensa al livello 1 stanza 4c.

Rachel e Jorum si guardarono on un espressione che tradiva la meraviglia di fronte a un fatto che aveva un che di magico.

- Dobbiamo chiedere qualcosa in modo sensato.

- Mmm… a cccc… osa?

- Non lo saprei proprio. Però dobbiamo trovarlo a tutti i costi in questo modo avremo accesso anche al lavoro che stavano conducendo qui.

Riflettè qualche minuto poi sparò.

- CRIM! CRIM!

- Il Centro Ricerche sugli Insetti Mutati - incominciò la voceè costruito a trecentocinquantre metri sotto il livello del mare, protetto da pareti di cemento armato e rivestito internamente ed esternamente con uno strato di acciaio spesso tre metri. Gli accessi sono tre. Il più vicino alla vostra posizione è quello numero 1. Per raggiungerlo proseguite lungo il corridoio e svoltate a destra… - le istruzioni continuarono qualche minuto, conducevano all’ascensore che avevano usato per scendere lì sotto. – Il Centro si articola in ventiquattro livelli separati per competenze e genere di insetti studiato, più un venticinquesimo livello.

- CRIM! GRG!

La voce si interruppe mentre stava continuando a snocciolare informazioni.

- Informazione secretata. Codice identificativo vocale sconosciuto. Dall’indice temporale tutti i codici sono da ritenersi annullati. Inizializzare?

- Inizializzare – ripetè meccanicamente Rachel, davanti a un Jorum sbigottito, senza avere la più pallida idea di cosa volesse dire.

- Dichiarare nominativo.

- Rachel – rispose secca la ragazza.

- Nominativo non conforme. Dichiarare nominativo – guardò Jorum come a dire “e adesso cosa vuole questa?”. Il soldato riflettè un attimo, poi si battè la fronte segnalando di aver capito, le fece cenno due con le dita. Lei rimase un attimo interdetta mentre la voce metallica insisteva.

- Dichiarare nominativo.

- Rachel Stern

- Codice identificativo vocale memorizzato. Dichiarare livello sicurezza.

- CRIM! Livello sicurezza. – il giochino era facile alla fine dei conti.

- Ci sono quattro livelli di sicurezza basso, medio, elevato, top secret.

- Top secret!

- Codice identificativo vocale memorizzato. Rachel Stern autorizzata ad accesso totale banca dati CRIM e GRG.

- CRIM! Top secret!

- Livello massimo di sicurezza, solo il responsabile di questa struttura è autorizzato a possedere questo livello di sicurezza, il responsabile è dalle ore 17,49 6 aprile 2477, Rachel Stern.

- Che cazzo sta succedendo qui? – la voce glaciale e scortese al contempo di Carl interruppe lo scambio con la voce.

- Codice identificativo vocale non autorizzato, ripristinato standard di sicurezza basso.

Un sorriso malevolo si allargò sul viso pallido e lentigginoso di Rachel mentre si voltava a guardare Carl fermo sulla soglia con Jess a pochi passi di distanza.

- Succede che adesso comando io brutta testa di cazzo presuntuosa. E se vuoi che i dati di questa installazione restino integri da oggi in avanti fa in modo che io resti viva e in buona salute.

Lo sguardo di Carl era a dir poco terreo, i pugni serrati, la vena sulla tempia che pulsava. Rachel ebbe come la sensazione che gli sarebbe esplosa la testa da un momento all’altro e il pensiero la portò vicina a scoppiargli a ridere in faccia. Invece restò calma e sorridente, seduta a terra dove era stata fino a quel momento con Jorum, sfidando Carl con gli occhi. La mano di Carl scattò alla cintura, dove stava rinfoderato il suo lungo coltello da guerra. Stava per estrarlo, quando Jess lo bloccò.

- No Carl. Ti ricordo che resto io l’ufficiale superiore in comando.

- Vali meno di una merda secca di insetto Jess, se non fosse stato per me sareste tutti già morti da un pezzo.

- Forse. Ma resta il fatto che tu non hai il comando. Quindi togli questa cazzo di mano dal coltello e sappi che se ti vedo di nuovo intenzionato a farle del male passerai un grosso guaio. Sono stato chiaro?

Carl non rispose completamente preso alla sprovvista.

- SONO STATO CHIARO SOLDATO? – lo rimbeccò Jess che aveva approfittato dell’alzata di ingegno di Rachel per ristabilire l’ordine costituito.

- Sissignore. – rispose stizzito l’altro togliendo la mano dalla cintura. Poi si girò e se ne andò fuori dalla stanza a passi lunghi e nervosi.

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6 Responses to Insecta – La voce

  1. imp.bianco on 17 ottobre 2009 at 23:54

    Fai venire Cable, lui li ammazza tutti gli insetti giganti… XD

    X-Bye

  2. Eleas on 18 ottobre 2009 at 08:14

    Impo hai spoilerato il finale che avevo in mente ora son costretto a cambiarlo :P

  3. imp.bianco on 18 ottobre 2009 at 10:47

    Far apparire Cable sarebbe una violazione dei diritti della Marvel… XD

    X-Bye

  4. Iri on 18 ottobre 2009 at 11:20

    Prima di tutto (se ce ne fosse ancora bisogno) complimenti. È davvero bello vedere come nasce e cresce una storia, soprattutto quando ci sei stato fin dall’inizio. E poi mi piace che non punti su spartorie ma su un intreccio interessante

    Commentini:
    1- meno refusi ;-)
    2-all’inizio le ricerche di Rachel mi hanno ricordato Il pianeta delle scimmie *_* è uno dei miei film preferiti (ma nella versione originale, amo Tim Burton ma il suo ramake non mi è piaciuto)
    3-quel modo di scrivere era molto strano – qui ho trovato un po’ improbabile che un soldato semplice come Rachel ricucisse a interpretare una lingua antica (ormai va di moda il cuneiforme!) È vero hai specificato che non capiva ‘un fottio di cose’ ;-)
    4-leggendo iri pensava: Jorum mi sta molto simpatico… poverino senti come parla… sembra quasi un insetto ormai… WHAT!?????
    5-Aprile 24…- adesso so che ci troviamo sulla terra ;-D lo dici tu a nobel-Giacobbo che nel 2012 non finisce nulla?
    6-Voce, voce aiuto… almeno scrivi ‘si sentì un po’ sciocca nel dire’
    7-fiu… all’inizio il titolo e l’immagine mi avevano fatto pensare che avrebbero trovato una sorta di apparecchiatura per codificare in voce la comunicazione degli instti… e chi lo dice a Gab

    Bravo eleas!

  5. Naeel on 18 ottobre 2009 at 14:50

    bello ancora bello. su su torna a scrivere giovanotto.
    :-)

  6. Eleas on 18 ottobre 2009 at 21:53

    iri: 1. ho avuto più tempo per rileggermelo bene ;)
    2. c’è un evidente tributo a quel capolavoro anche se si limita al un’altra razza ora domina, poi spero di aver fatto le cose di testa mia
    3. obiezione accolta ma la lingua antica è nota anche perché parlata
    4. jorum jorum….
    5. giacobbo???? ah sì il primo ad essere divorato dagli insetti
    6. obiezione respinta
    7. e secondo te facevo restare disoccupato uno dei pg centrali???

    grazie per l’apprezzamento

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