Insecta – A occhi aperti
AlCuNi SoNo SPaRiTi NoN Li aVeTe uCCiSi TuTTi è uN PeRiCoLo PeR L’aLVeaRe
Lo So VoGLio RiMeDiaRe
È Tuo DiRiTTo Tu e iL Tuo GRuPPo ToRNaTe SoLo DoPo aVeRLi uCCiSi
Gli occhi azzurri di Gabrielle erano spalancati, ma le voci non tacevano, sovrastavano il rumore della caverna mercato. Erano voci gracchianti, voci non emesse da gole normali, i suoni erano quasi squittii seppur profondi e tenebrosi nel timbro. Intorno a lei, il frenetico agitarsi delle persone le ricordava un alveare e la cosa la sconvolse ancora di più. Osservò i suoi simili vivere sottoterra, come in una favo le api o le vespe di un tempo, l’orrore per quello che erano divenuti la travolse piegandola e privandola delle forze che le sarebbero servite per respingere il conato di vomito. Sboccò quasi su una bancarella, provocando le ire del mercante che la mandò malamente a quel paese.
SRRK CoSa FaCCiaMo?
Li TRoViaMo e Li uCCiDiaMo… TuTTI
Camminava poggiandosi con una mano a un muro lurido, il vomito che la sporcava e le colava sulla tunica blu. Suo marito le venne incontro non appena la vide così barcollante e incerta.
- tesoro che è successo?
- n… niente, sono stata poco bene mentre ero in piazza – rispose Gabrielle asciugandosi il sudore.
- come niente? Dai vieni dentro sdraiati, stai lavorando troppo al CdC dovresti rallentare i ritmi, hai una faccia!
- non è che ci lascino molta scelta Ismail, lo sai pure tu.
- ma non puoi lavorare lì fino ad esaurirti!
- Isma tutti abbiamo il nostro ruolo in… in questo alveare – soggiunse con disprezzo.
- Gabrielle lo so che ti ripugna tutto questo m…
- mi ripugna? Siamo diventati noi le formiche! Ci manca solo che un giorno vengano a sterminarci con un qualche spray. Gli anziani dicono che così facevamo noi un tempo, – L’uomo non potè rispondere alla durezza di quella affermazione – ci sono pattuglie a centinaia in circolazione per cercare di capire cosa sta succedendo e io non posso manc…
Qui eRaNo ViCiNi aLLe RoCCe DiViSoRie SeNTo i LoRo oDoRi
HaNNo LaSCiaTo uNa TRaCCia PeR FaRSi TRoVaRe Dai LoRo SiMiLi LuRiDi aNiMaLi Si PRePaRaNo aD aTTaCCaRe L’aLVeaRe
DoBBiaMo ToRNaRe PeR aVViSaRe
E VioLaRe Le SaCRe TRaDiZioNi DeLLa NoSTRa GeNTE Mai
Ma CoRRoNo uN PeRiCoLo
NoN Ci FaReBBeRo NeMMeNo PaRLaRe Lo Sai… CoNTiNuiaMo a CeRCaRLi MuoVeRSi
Quando Gabrielle riaprì gli occhi era sdraiata a letto e sulla fronte aveva una pezza umida e fresca. Il volto di Ismail entrò presto nel suo campo visivo e la sua espressione le rivelò immediatamente quanto grande fosse lo spavento che si era preso. Fece una piccola smorfia con la bocca, come a dire “vedi che moglie imbranata?”, quindi provò a tirarsi su, ma venne colta da un violento capogiro. Si ridistese e andò un po’ meglio, se solo quelle voci non le avessero dato il tormento. Definirle voci era quasi grottesco visto che erano più suoni dai quali emergevano significati. Quasi… pensieri. Non vedeva niente beninteso, se non forme come avvolte nella nebbia forme scure e nebbia nera. Ma i loro suoni erano orrendi, ributtanti.
- resta distesa, mi hai fatto venire un accidenti, emettevi suoni che non ti avevo mai sentito fare! Ma che cosa ti prende?
- emettevo suoni?
Ismail si limitò ad annuire. Stava per aprire la bocca e riprendere il discorso quando bussarono alla porta. Uno sguardo interrogativo tra i due coniugi fu quanto bastava per intendere che nessuno dei due aveva idea di chi fosse. Gabrielle pensò al commerciante, magari voleva essere risarcito per il disturbo che gli aveva arrecato o magari aveva danneggiato la merce, non vi aveva fatto caso, ma forse quello l’aveva seguita. Suo marito si alzò per dirigersi verso l’entrata. Lo sentì aprire la porta.
- Sì?
- Signor Al Barath?
- Sono io chi siete?
- Siamo del CdC e…
- Accidenti – sbottò lui d’improvviso e la cosa lasciò Gabrielle di stucco visto che Ism era un uomo assolutamente tranquillo – è un po’ in ritardo vi pare il caso di venire in tre addirittura?
- Signor Al Barath per cortesia si calmi non siamo qui per quel che pensa lei, almeno non del tutto…
- Che significa non del tutto – chiese Gabrielle che era riuscita ad alzarsi vinta anche dalla curiosità ed a trascinarsi fin nei pressi dell’uscio.
- La signora Al Barath suppongo.
- La supposta è giusta – replicò lei un po’ irritata da tutto quel mistero, ma l’uomo piuttosto basso e sudaticcio, con alcune grosse cicatrici sul cranio rasato a zero non restò impressionato dal suo fine umorismo.
- Mi chiamo Ned Sitark, sono dell’ufficio affari segreti del CdC dovremmo parlare con entrambi
L’uomo e la donna si fissarono stupefatti. Poi tutto scomparve.
Qui SoNo PaSSaTi Di Qui
CeRCaVaNo SuPeRSTiTi PoVeRi iLLuSi
SRRRK aVeVaNo QuaLCuNo iN aVaNTi GuaRDa… TRaCCe
FoRZa SeGuiaMoLe Se QuaLKuN aLTRo è ViVo NoN Lo SaRà PeR MoLTo
Stavolta il letto non era quello di casa sua. L’odore di disinfettante la fece allarmare subito, solo in ospedale c’era quel puzzo. Era un odore che lungi dal farla sentire sollevata perché un esperto era lì con lei, la faceva sentire agitata fino all’estremo. I succhi gastrici parevano lava ribollente nel suo stomaco e finiva col sentirsi male. Per questo motivo evitava quei luoghi in maniera caparbia fino all’ostinazione. Adesso relizzare che si trovava nel letto di un ospedale la fece sentire del tutto impotente. Cautamente aprì gli occhi.
- si sta svegliando – disse l’ometto basso con le cicatrici in testa, come si chiamava? Sitark? Stark? Boh non ricordava…
- tesoro! – la voce di Ism era adesso decisamente preoccupata.
- sono viva.
- sempre sarcastica.
- o realista – rispose stancamente lei. Poi guardando l’ometto – allora si può sapere che vogliono le spie dell’Alto Consiglio da una semplice lavoratrice del Centro di Comando? Io non ho fa…
- si tranquillizzi Gabrielle – e tanti cari saluti alla signora Al Barath pensò maliziosamente lei. Se il tizio assumeva quell’aria compiacente poteva non essere un buon segno. Sui servizi si sentiva di tutto, alcuni dicevano che erano eroi di guerra, altri che usavano i bambini per esperimenti sugli insetti catturati. La cosa non le piaceva, una cosa era di solito ammessa con una certa tranquilità un po’ da tutti, erano gente dura e senza troppi scrupoli. – non siamo qui per sue infrazioni o ritardi a lavoro. Cioè in un certo senso.
- insomma vuole spiegarsi? – doveva cercare di non perdere le staffe cosa che a differenza di suo marito le succedeva con molta facilità .
- lei gabrielle non sta bene, noi lo sappiamo.
- per la miseria – intervenne Ismail – non lo sappiamo noi e lo sapete voi?
L’uomo trattenne a stento un lieve sorriso di autocompiacimento, ma restò professionale. Gabrielle lanciò un rapido sguardo all’ambiente e notò che erano in una camrata totalmente vuota, nessun paziente nessun medico, nessuna infermiera. Altra stranezza.
- lei gabrielle – continuò – soffre di una malattia che ultimamente si sta diffondendo, lei sente delle voci. Vero? – non era una domanda, era una affermazione inutile mentire.
- ma cosa dice? Mia moglie non è pazza!
- non sto dicendo questo signor Al Barath, tutt’altro, sua moglie potrebbe essere una delle poche persone a poter porre una fine a questo massacro di cui siamo vittime da secoli.
Ismail e Gabrielle si guardarono con due facce da ebeti, poi lei scuotendosi un po’, trovò la forza di porre le domande che le si agitavano dentro.
- come lo sapete?
- abbiamo buona capacità di osservazione e coloro che ci sembrano interessanti li teniamo sotto controllo.
- insomma li spiate.
- se preferisce metterla così… sì, c’è in ballo la sopravvivenza del genere umano questo lo sa vero?
La donna scrollò le spalle
- Il genere umano va avanti così da secoli, voi giocate a fare la guerra a fare i duri. Ma non vivete nel nostro schifo.
- veniamo da quello schifo signora – adesso era offeso, ma che tipo assurdo era quello?
- ci sono altri che sentono i suoni?
- lei li chiama così?
- sì non sono proprio voci, più suoni strani di cui capisco…
- …il significato – terminò una nuova voce proveniente dal fondo della sala. Era entrato da una porticina in fondo e si stava avvicinando. Era un giovane alto e dinoccolato dalla pelle nerissima, non bello ma nemmeno brutto notò Gabrielle, indossava un camice sopra abiti lisi e aveva una barbetta incolta e lievemente riccia. Sorrise rivolgendosi ai due e tendendo la mano a Ismail, che la strinse, e poi a lei aggiunse – sono il dottor Ulamba e mi occupo di casi come il suo.
- casi di che? – chiese Gabrielle mentre come un automa gli stringeva la mano.
- noi la chiamiamo intrusione.
- intrusione? in cosa?
- no la domanda corretta è in chi?
Le pupille di Gabrielle si dilatarono, i suoni, inumani quasi, la perdita di coscienza, tutto tornava, ma non voleva sentire la conclusione di quel discorso, se i servizi erano lì, se altri come lei le sentivano, allora l’oggetto di tanto interessa non poteva essere che uno. Socchiuse leggermente le labbra carnose corrugando la fronte per il disgusto. Ulamba colse alla perfezione i suoi sentimenti di orrore, ma Ismail ancora non comprendeva.
- chi? ma cosa sta dicendo dottore? Adesso solo perché a uno vengono un po’ di capogiri intervengono i servizi segreti? Chi sarebbero gli oggetti delle intrusioni di questi cosidetti malati?
- non capisci Ism? Guardati attorno, i servizi segreti, un dottore… Ism, gli insetti – disse con fermezza, lui reagì con disgusto e violenza urlando che era una follia che avrebbe fatto un casino e fece per prendere la moglie e farla alzare dal letto per andarsene, ma non fece un passo e mezzo che il calcio di uno dei fucili calò sulla sua nuca tramortendolo all’istante.
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Buono anche questo racconto Gianri’… giocando si impara
Commenti a raffica parte II:
1- Gabrielle? Ma doveva chiamarsi Iri il pazzoide cattivo che comunicava con le bestiacce… grrrrrr
2-Ismail: udito da Dio… mmm interessante
3-grosse cicatrici sul cranio rasato a zero: lo sai a cosa sto pensando vero?
4-un lieve sorriso di autocompiacimento… adesso ci crediamo tutti che si tratta di una malattia
5-che usavano i bambini per esperimenti: terrificante; te lo immagini un branco di bambini posseduti dalla mente degli insetti … questo mi ricorda anche un’altra cosa muhahahaha
Conclusioni:
-noi diamo per scontato che le VoCi stiano seguendo Rachel e gli altri… e se così non fosse?
-Noi diamo per scontato che le VoCi siano quelle di 2 insetti e se uno di loro fosse un umano?
-Eleas, ma gli insetti ce l’hanno la fede? pensa alle api e alla regina
grazie,
1. non sono io a decidere i nomi guardo il pg e lui si presenta e mi dice ciao sono…
2. i nomi così frammisti hanno un senso spero che si intuisca
3. no a che stai pensando?
4. eh?
5. era più intesa come immagine evotrice che come fatto, più avanti si scoprirà meglio chi sono sti tizi.
conclusioni? mUAHAHAHAHAH
PS: qui c’è una dedica abbastanza palese a un personaggio di un romanzo fantasy che mi era particolarmente piaciuto… chi me la trova? Ema tu no.
1- ok… ma non sai quello che ti perdi
2-no, a meno che l’intento era quello di dire che i diversi superstiti di differenti etnie alla fine si sono dovuti mettere insieme per sopravvivere. In ogni caso l’etimologia di Ismail è interessante e ti potrebbe dare spunti
3-a me le cicatrici mi hanno fatto pensare a operazioni sul cervello e quindi esperimenti
4-ma lo scrivi tu o cosa? XD Ned Sitark confessa a Gab e Ism ‘Gabrielle non sta bene, NOI LO SAPPIAMO’, Ism si incazza e gli dice ‘non lo so io e lo sai tu’ e Sitark che fa? un sorriso di compiacimento … successivamente il dr Ulamba spiega candidamente che ‘…ce ne sono altri come lei’ e Gabrielle lavora al CdC… io avrò una fantasia fertile ma l’atteggiamento e la frase del pelato mi hanno fatto pensare che il ‘dono’ di Gab non fosse proprio di Madre natura ma frutto di qualche trattamento particolare a cui i dipendenti del cdc sono a loro insaputa sottoposti. Vedi che sono fetente forte…
so di essere logorroico, quindi se questi commenti ti danno fastidio basta che lo dici
ps Questo è un dei bambino sopravvissuto all’esperimento. Quando ha finito con l’attuale vittima viene da te
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chi ride adesso?
no affatto i commenti non mi danno affatto problemi, anzi fanno piacere visto che sono mossi con tanto entusiasmo. Le cicatrici hanno un’origine differente comunque
lo scoprirai. Anzi per la verità avevo solo una mezza idea ma proprio mentre sto scrivendo m’è venuta in mente una cosa che potrebbe essere anche un piccolo omaggio a una Grande della letteratura mondiale… sìsìsì
La spiegazione dei “poteri” di Gabrielle la troverai nel pezzo successivo che ho appena messo online